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Congresso Pd, il ritorno di Guasticchi contro la "sinistra-grillina" dei giovani leoni di Bori: "Un'arroganza mai vista"

In difesa di un Pd che guarda al centro e che sappia essere riformista: "meno arroganza e più inclusività per portare il Pd umbro e nazionale verso congressi unitari di rifondazione e non dei pochi ma con la tessera giusta"

Una lettera aperta pesante come un macigno che arriva da quello che un tempo era il centro del Pd, l'area ex margherita ovvero i cattolici democratici. Marco Guasticchi, sentendo odore di congresso e di clima sul modello dei guai ai vinti, ha deciso di scendere - con il suo gruppo di fedelissimi - dall'aventino per sfidare i giovani Leoni (di cuore Ds) del partito democratico ai tempi dell'opposizione in regione e nella stragrande maggioranza comuni. Non lo cita mai ma le dure critiche arrivano dirette al candidato super-favorito Tommasso Bori, attuale capogruppo regionale.

Scrive l'ex Presidente della Provincia di Perugia ed ex consigliere regionale nel suo primo affondo al gruppo Bori: "I nuovi leoni neanche più tanto giovani di età, ma molto vecchi nella militanza e nelle idee, si sono scagliati, come sciacalli famelici, contro tutti coloro che secondo la loro strategia poco inclusiva rappresentavano un ostacolo alla scalata ai vertici del partito, con un’arroganza mai vista e con l’unico obiettivo di eliminare gli ‘altri’. Nessun programma, nessuna analisi, solo una conta continua delle tessere per poter primeggiare in un ipotetico congresso per pochi intimi. Non è questo il Pd in cui ho creduto nel lontano 2007".  Sciacalli famelici, epurazione degli avversi interni e zero programmi per l'Umbria: insomma parole chiare che stanno creando molti rumor all'interno del Pd. 

Guasticchi sente odore di vecchio anche nelle alleanze e nelle ideologie post-congresso se il partito finirà delle mani dei giovani-vecchi (come li definisce); sente il ritorno del dominio della sinistra-sinistra sul centrosinistra. E per lui Renziano della prima ora, ma rimasto nel Pd com "base democratica" - gli ex renziani non andati in Italia Viva, è un ritorno al passato che condanna a future sconfitte. "Non consentiamo a sardine, grillini e altri di sentirsi in diritto di avere pretese sul Pd. Oggi questo Pd a trazione Pci preferisce riabilitare politicamente i D’Alema, i Bersani e quanto di più a sinistra si possa trovare, pur di scacciare coloro che vengono definiti ‘metastasi’ renziane, ovvero tutti coloro che tanto hanno dato e che hanno consentito di aprire verso il centro l’azione politica di un partito che nacque con l’ambizione di traghettare vecchi valori in un nuovo progetto progressista europeo”. 

L'ultimo affondo è sul nuovo millantato, a suo dire, dai giovani leoni che invece rappresentano per Guasticchi i figli del vecchio apparato politico che non ha mai lavorato: "Ho tre lauree e lavoro in banca dall’età di 19 anni. Oggi vedo tanti giovani leoni che predicano bene ma razzolano male, molti dirigenti del Pd sono veri e propri professionisti della politica, avendo svolto per anni ruoli da portaborse o vivendo addirittura soltanto con l’indennità politico istituzionale. Vedo in tutto ciò un grande pericolo per un’azione politica obiettiva scevra dalla preoccupazione per il proprio futuro”. Il monito è chiaro:  meno arroganza e più inclusività per portare il Pd umbro e nazionale verso congressi unitari di rifondazione e non dei pochi ma con la tessera giusta. 

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