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Ex Calai, Morroni contro Presciutti: "Cambiato progetto e gettati al vento otto anni di lavoro. Lavoriamo ad un cittadella salute"

Bocciato il progetto dell'ex ospedale sognato dall'attuale sindaco. "Frutto di un approccio approssimativo, superficiale, privo di visione e per di più ancorato a presunte ipotesi di finanziamento"

Chiamato in ballo sia in consiglio comunale che sui social, essendo massimo rappresentante gualdese in Giunta regionale, l'ex sindaco e ora vice-presidente della Giunta regionale, Roberto Morroni, non si è tirato indietro per ristabilire la realtà dei fatti sulla riconversione mai avvenuta dell'ex ospedale Calai della città. Obiettivo: l'operato del sindaco Massimiliano Presciutti che dopo il suo insediamento ha cancellato il progetto approvato precedentemente per finire nelle secche di nuova progetto incompiuto che non fu neanche finanziato alla giunta regionale amica dei vari Barbarini-Bocci-Marini, spazzati via dalle inchiesti sui concorsi in sanità. 

Morroni è stato schematico nel ricorrere le tappe: "Tra i gravi errori, antichi e recenti, che hanno costellato l’operato della giunta Presciutti, c'è la cancellazione dell’intesa raggiunta nel 2012 tra Regione dell’Umbria, Comune di Gualdo Tadino, USL 1 ed Easp; un’intesa importante, raggiunta al termine di una lunga e difficile trattativa, che disegnava il volto futuro dell’ex Calai caratterizzandolo con un’ampia e qualificata offerta di servizi socio-sanitari in grado di dare vita ad una “cittadella della salute” d’interesse locale e regionale. L’aver buttato alle ortiche quel progetto rimane una colpa imperdonabile dell’amministrazione Presciutti e delle forze che l’hanno sostenuta in quella scelta".

"Ma al peggio non c’è limite e così - ha continuato Morroni - dopo aver liquidato il piano di sviluppo del 2012, sempre la giunta Presciutti si è gettata in un’altra impresa disastrosa: la definizione nel 2015, di concerto con la Regione, di un nuovo piano di valorizzazione o, forse, sarebbe più giusto chiamarlo “piano di smembramento” dell’ex ospedale cittadino. Un piano che può essere riassunto in questo modo: demolizione della cosiddetta “stecca” pari ad una superficie di circa 2.000 metri quadrati, cambio di destinazione d’uso per le due palazzine rosa con l’attribuzione di funzioni residenziali e commerciali e, infine, recupero a fini socio-sanitari esclusivamente della parte originaria dell’ex Calai. Un progetto sgangherato, frutto di un approccio approssimativo, superficiale, privo di visione e per di più ancorato a presunte ipotesi di finanziamento, sbandierate ai quattro venti in questi anni dal sindaco Presciutti, che si sono rivelate del tutto inconsistenti".

Il Calai è in coma ma almeno, come ricordato dall'esponente di Forza Italia, è ancora in piedi e non smembrato. Eh sia Morroni che l'assessore Coletto hanno confermato il proprio impegno verso un progetto per l'ex ospedale anche se ci vorranno tempo e risorse, dopo gli errori del passato. "C’è nella maggioranza che guida la Regione la volontà politica di “riavvolgere il nastro”, ovvero di riprendere un ragionamento che metta al centro l’idea di realizzare nell’ex Calai un luogo moderno ed avanzato per qualità e quantità di servizi sul versante socio-sanitario, con un’attenzione non solo ai bisogni del territorio ma anche a quelli della comunità regionale.Torna, dunque, il tema di una “cittadella della salute” che dovrà ricevere nuovo impulso dalla rinnovata attenzione verso lo sviluppo di una medicina territoriale sempre più forte e diffusa e che dovrà necessariamente armonizzarsi con le linee strategiche e di intervento del nuovo Piano socio sanitario regionale, la cui elaborazione sarà al centro dell’agenda politica regionale di quest’anno.In questa direzione è andato, sta andando e continuerà ad andare il mio impegno politico ed istituzionale, insieme a quello dell’Assessore alla Sanità e dell’intera Giunta regionale, nell’interesse della città di Gualdo Tadino e delle sue prospettive di rilancio e di sviluppo".

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