L'INTERVENTO E' il trasporto pubblico il primo nodo da sciogliere per Romizi

Ospitiamo l'intervento-analisi di Massimo Gagliano, esperto in traposto pubblico locale, che mette in guardia cittadini e lo stesso sindaco sul primo nodo da affrontare a Perugia dalla nuova Giunta a guida del sindaco Andrea Romini. Buona lettura e come sempre ognuno saprà farsi liberamente la propria opinione.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PerugiaToday

Ospitiamo l'intervento-analisi di Massimo Gagliano, esperto in traposto pubblico locale, che mette in guardia cittadini e lo stesso sindaco sul primo nodo da affrontare a Perugia dalla nuova Giunta a guida del sindaco Andrea Romini. Buona lettura e come sempre ognuno saprà farsi liberamente la propria opinione.

di Massimo Gagliano *Consulente Esperto di TPL

Uno dei nodi che il sindaco Romizi si troverà ad affrontare a breve è la riorganizzazione del Trasporto Pubblico a Perugia. Con l'arrivo di Busitalia in Umbria Mobilità cambia l'approccio nella gestione del TPL che passa da una proprietà pubblica ad una privata: significa che l'obiettivo, da "creare un servizio che soddisfi le esigenze dei cittadini" diventa "creare un servizio che, nell'ottica prioritaria di garantire agli investori plusvalenze economiche, fornisca adeguati servizi alla cittadinanza".

Potremmo stare a discutere giorni sulla opportunità che un servizio pubblico debba essere gestito da una società privata, sul perché una società partecipata dal pubblico non sia in grado di gestire in maniera virtuosamente economica un servizio, ecc ecc.., fatto sta che la realtà ad oggi è questa e con essa dobbiamo fare i conti. Innanzitutto la P.A. ha una carta ancora a suo favore, ed è il Contratto di Servizio con il quale deve garantire ai cittadini accessibilità al servizio, soddisfacimento dei bisogni di mobilità, equità e garanzia; nello stesso modo deve garantire alla società gestrice un equa retribuzione del servizio e assistenza allo stesso, come proprietaria delle linee.

La progettazione del servizio, l'elaborazione dei piani, le strategie di mobilità ed economiche rimangono in mano alle Amministrazioni, che decidono così il presente ed il futuro del TPL. Perugia non è una città difficile come TPL, ma lo è per il trasporto privato, almeno per quanto riguarda il Centro Storico: per questo è ben servita dalla gomma, dalla rotaia e dalla mobilità alternativa.

Il neo sindaco ha due problematiche che vanno affrontate a breve, la prima è il Minimetrò. Opera avveniristica e di indubbio fascino, porta con sé diversi errori, il più evidente è quello di insistere su un percorso concettualmente sbagliato: se il TPL deve servire l'utenza su percorsi da essa fortemente utilizzati, il MInimetrò fa esattamente l'opposto, nella convinzione di essere Lui motivo di utilizzo e non il contrario. Con costi pesanti di gestione per una città di modeste dimensioni come Perugia. Non è possibile, nel breve almeno, pensare di smantellarlo, allora deve essere utilizzato in maniera compiuta ed economicamente soddisfacente, deve quindi far parte pregnante di quell'opera di rivitalizzazione del Centro Storico che ci auguriamo l'Amministrazione Romizi vada al più presto ad avviare. Non è al momento ipotizzabile né sostenibile la costruzione della seconda tratta verso Monteluce, il cui traffico di Trasporto Pubblico può benissimo essere gestito dalla gomma.

L'altro nodo da sciogliere è il rapporto con Busitalia che, lo ricordiamo, è società di Trenitalia. Negli anni del suo "regno" l'(ex) AD Moretti ha dimostrato la scarsa attenzione di Trenitalia per le rotte locali, tratte che sono state soppresse, impoverite, smantellate a favore di un subentro nei servizi soppressi di Busitalia. Ora non dobbiamo dimenticarci che in Umbra Mobilità c'è una importante componente rappresentata dalle ex FCU che, nonostante una faticosa gestione economica, rimangono comunque un piccolo gioiello di servizio locale che consente di collegare il Centro storico su un comodo e pratico treno alla rete nazionale. Dove esiste la rotaia è arcaico, innaturale e illogico sopprimerla a favore della gomma.

Romizi non deve cedere alla vocazione talvolta eccessivamente liberista che permea dalla sua parte politica ma cercare di dedicare la giusta attenzione alle esigenze dell'utenza cercando, assieme alle altre Amministrazioni locali, di garantire un corretto sviluppo e supporto al Trasporto Pubblico Locale che deve essere visto come una risorsa fondamentale di sostenibilità e sviluppo e non solo come voce a passivo nei bilanci pubblici.

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