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Scandalo rifiuti, Gesenu nel mirino e Lega Nord all’attacco: "Regione e Arpa, dove eravate?"

Sullo scandalo della gestione rifiuti, che ha portato all'arresto del direttore di Gesenu, è intervenuta anche la Lega Nord che sferra un duro attacco: "Intreccio tra politica e mala gestione dei rifiuti"

Una vera e propria bufera, quella che si è scatenata questa mattina con la notizia dell'arresto del direttore tecnico di Gesenu: nel mirino degli inquirenti, le discariche di Borgoglione (a cui sono stati messi i sigilli), e Pietramelina, ed una cattiva gestione dei rifiuti: servizi pagati dai cittadini e mai effettuati-come la raccolta differenziata, danno ambientale, frode e truffa. 

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Alla luce di questi fatti  il Gruppo Consiliare Lega Nord è intervenuta a gamba tesa sulla questione rifiuti e le azioni della Lega in vista “dei gravi fatti che si sono verificati”. A prendere la parola è il capogruppo regionale Lega Nord Umbria, Emanuele Fiorini, che ha subito sottolineato come in passato avessero già chiesto di istituire una apposita commissione per approfondire il processo dei rifiuti. “Le schede Or.so, i documenti che attestavano il quantitativo dei rifiuti prodotto, non sono stati compilati dai Comuni-come richiesto per legge- ma dai gestori, e questo è un primo punto. Inoltre, una determina dirigenziale della Regione permette  la riaccensione dell’inceneritore a biomasse di Terni, ma questo documento non è stato neppure pubblicato sul sito, violando la legge sulla trasparenza. Una omissione forse legata alla mancanza dell’autorizzazione di impatto ambientale per la riattivazione del termovalorizzatore".

"Accusati di aver strumentalizzato la questione ora, alla luce delle ultime vicende, confidiamo che questa ispezione si apra anche sulla zona di Terni”. Quello che chiediamo, continua Fiorini, è di riaprire una nuova commissione d’inchiesta, con un tavolo di confronto per capire se Regioni e Comuni sapevano. Dov’era la Regione, dov’era l’Arpa? Vorrei verificare anche questa parte”.

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"Ora occorrerà, chiosano i rappresentanti della Lega, estendere le verifiche anche in tutte le discariche dell’Umbria, mentre la commissione d’inchiesta si era conclusa con l’impegno di intervenire ogni tre mesi”. C’è una situazione allarmante, altro che cuore verde d'Italia, qui c’è un cuore inquinato-spiega il consigliere Valerio Mancini. Ora qualcosa è degenerato, ma già tutta la Lega aveva evidenziato punti non chiari nel raggiungimento degli obbiettivi sulla raccolta differenziata. Non è una gestione virtuosa dei rifiuti, ma una gestione finanziaria del fenomeno rifiuti. Ma come, si danno soldi pubblici ai gestori per raggiungere obbiettivi, che poi vengono disattesi. Quindi c’è una responsabilità politica nella gestione, e Comuni che non verificano. La Corte dei Conti dovrebbe richiedere i soldi indietro a tutti quelli che hanno mancato gli obbiettivi della gestione dei rifiuti”.

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Continua il consigliere: Al di là del danno erariale ai cittadini che hanno pagato per servizi mai erogati, ora vorremmo che i controlli si estendessero a tutti i Comuni. La Regione ha erogato contributi ai Comuni che hanno dichiarato di aver raggiunto un alto tasso di percentuale di servizi come ad esempio il porta-a-porta, Noi sosteniamo che non è vero. Sono stati versati contributi ai Comuni non dovuti; un danno per le casse regionali e che siano restituiti”.

Ad intervenire sul caso Gesenu, è anche il senatore Stefano Candiani: “Sono anni che denunciamo che la gestione dei rifiuti in Umbria è anomala. C’è una volontà delinquenziale  in tutta la faccenda. Regione, non potevate non sapere”. Insomma, secondo il senatore, alla base ci sarebbe un intreccio tra politica e cattiva gestione dei rifiuti. Nota della redazione, proprio mentre la Lega aveva indetto la conferenza stampa all’ultimo minuto, nella Sala Partecipazione di Palazzo Donini era in corso l’incontro: Ecomafie, può l’Umbria dirsi immune?” Una domanda a cui il senatore risponde: “Parlare di mafia in Umbria è sconveniente, c’è anche chi ha il coraggio di dire che i problemi non ci sono. Il politicamente corretto non è chic. Le cose invece, non vanno bene. Basta vivere la quotidianità. Come è possibile che in una regione da un milione di abitanti scarsi, non si riesca a fare la raccolta differenziata? Forse fa comodo?"

Scandalo rifiuti in Umbria, accusa shock: "Mala gestione per far speculare la mafia"

Pugno duro della Lega, che rivolge un messaggio ai cittadini: “Avete pagato per una raccolta differenziata mai stata fatta, ed ora i vostri soldi sono serviti per foraggiare una vera e propria associazione a delinquere”. E poi c’è chi pensa che fare un inceneritore in Umbria sia la soluzione…”

"Il sei dicembre arriverà in Umbria la commissione bicamerale d’inchiesta, per un ulteriore approfondimento e per andare oltre a quello che è già emerso, Potrebbe essere molto peggiore”.

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