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Umbria, Freccia Rossa sì o no? Trenitalia tace, nessuno risponde alla Regione

Ricci "interroga" l'assessore Chianella: "Il binario unico in Umbria è un ostacolo"

Destinati ai treni regionali e alle traversate a passo di lumaca? L'Umbria prova a uscire dall'isolamento e ad agganciarsi al Frecciarossa, ma non è facile. Le strutture non lo permettono. E la carta del risollevarsi dal terremoto non fa breccia nei cuori dei dirigenti di Trenitalia.
Il consigliere regionale Claudio Ricci ha interrogato l'assessore Chianella sulla possibile introduzione in Umbria di servizi ferroviari a media e alta velocità come misura compensativa post-terremoto. Ricci ha chiesto l'impegno della Giunta per l'attivazione del servizio 'a mercato' con convoglio a 'media e alta velocità' (Freccia Rossa o tipo 1000) sulla tratta Terni-Perugia-Milano, “rimodulando il treno 'Tacito'” e “se, nel quadro delle misure compensative per danni indiretti post sisma 2016, siano state chieste al Governo specifiche risorse per attivare la tratta Terni-Perugia-Mìlano con il Freccia Rossa e realizzare anche la fermata a Spoleto del convoglio Freccia Bianca”.

Ricci ha ricordato come “in alcune regioni, come la Basilicata, Trenitalia ha attivato servizi ferroviari 'a mercato' nella tratta Taranto (ore 5.48), Metaponto, Ferrandina, Potenza, Salerno (aggancio Alta Velocità), Napoli, Roma, Firenze, Bologna e Milano (ore 14.40), con itinerario sia a 'rango/velocità ridotta' che in rete Alta Velocità, con specifici armamenti e tecnologie. La proposta di rimodulare il treno 'Tacito' – ha detto – risulta tecnicamente analoga, con tratta a velocità ridotta da Terni ad Arezzo e poi Freccia rossa fino a Milano”.

E qui arrivano le brutte notizie. L'assessore Chianella ha risposto, premettendo che “l'implementazione di collegamenti ferroviari veloci con il sud ed il nord Italia è resa particolarmente complicata dalla situazione infrastrutturale, vale a dire dalla nostra rete complementare a semplice binario che mal si presta a circolazione di treni che superano agevolmente la velocità di fiancata di 160 km/h. La stessa direttissima Orte-Roma, a breve, sarà percorsa da treni che dovranno avere velocità di fiancata e dopo il 2010 non inferiore a 200 km/h”. Ma c'è una speranza. Ancora l'assessore Chianella: “Per scongiurare il rischio di marginalizzazione, derivante da scelte governative precedenti che di fatto hanno isolato la regione dell'Umbria, il Piano regionale dei trasporti propone la realizzazione di questa nuova stazione  a 'V' che permetterà di realizzare parte dell'offerta dei servizi circolanti sulla linea direttissima. Come Regione abbiamo interessato Trenitalia di verificare se tecnicamente è possibile utilizzare un Freccia Rossa 'allungandolo' da Arezzo verso Perugia, ma su questo non abbiamo ancora avuto risposta”.

E ancora più giù: “La questione relativa al 'Tacito' è tecnicamente non praticabile perché interessa quattro regioni. Si tratta di una proposta che circola da oltre venti anni e non è mai stata praticata per oggettive difficoltà. Va inoltre precisato che  servizi dell'Alta velocità non rientrano nella gestione ordinaria del contratto di servizio. Va precisato che la Regione Basilicata ha davvero messo in atto l'operazione citata dall'interrogante, che ha avuto un costo di 3milioni 200mila euro, ma si tratta di treni che portano velocità di poco superiore ai 70 km/h. Relativamente alla fermata alla stazione di Spoleto dei treni Freccia Bianca, ribadiamo l'impegno per il ripristino del servizio, sebbene a decorrere dal 2014 c'è una corposa corrispondenza con Trenitalia dove la Regione ha chiesto l'attivazione, anche se in modo sperimentale della fermata. Recentemente abbiamo richiesto nuovamente a Trenitalia, soprattutto per il periodo di giugno, quando si svolgerà il 'Festival' di Verificare la possibilità di una fermata del Freccia Bianca, ma al momento non abbiamo avuto risposta”. 

Nella replica, Ricci ha detto di concordare sulla “priorità dei raddoppi ferroviari Spoleto-Terni e Foligno-Terontola. Ma il contenuto della mia interrogazione rappresenta un punto politico: o si decide che si tratta di un servizio prioritario per l'Umbria e lo si attiva, o si dice che non lo è. Si tratta di una scelta, e non di un problema tecnico”.

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