menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Il blog di Parlavecchio - Quel lato perverso dei social: prima il video e poi forse ti aiutano in caso di incidente

Ma cosa stiamo diventando? E' successo che alcuni giovani durante un incidente hanno pensato bene di fare un video e postarlo, mentre nell'auto c'erano due feriti...

Sembra di raccontare un evento di quelli che eravamo abituati a vedere nei filmati degli anni '80, quando nelle grandi metropoli degli Stati Uniti ognuno camminava guardando davanti, a occhi bassi senza curarsi del prossimo. Questa indifferenza è arrivata molto velocemente da noi, con l’unica differenza che ora siamo tutti a capo chino guardando il cellulare, come se fossimo degli automi. E così si finisce come le due ragazze che un attimo dopo aver avuto un incidente, ancora capovolte nella loro auto in attesa di soccorsi, invece di evitare lo spreco di batteria del telefono per poter essere rintracciate, pensano bene di postare un video in un noto social. Cosa non si è disposti a fare per un momento di notorietà, anche se noir... 

Questo episodio è accaduto negli Stati Uniti ma poteva capitare tranquillamente anche da noi. Sfortunatamente, questo nostro mondo globalizzato non è riuscito a condividere la nostra parte migliore ma solo ad individualizzarci attraverso l’indifferenza e l’apparenza. L'ostentata sicurezza virtuale serve a mascherare la nostra paura di essere. E allora non sorprende come nell’ultimo rapporto del Censis (istituto di ricerca socio-economica) risulti che le abitudini degli italiani non siano plasmate dall'autenticità degli affetti umani ma da un dispositivo: il cellulare. Lui, il nostro vero oggetto di culto, controllato come primo gesto al mattino o ultima attività della sera prima di andare a dormire. 

La parola che guida il rapporto annuale del Censis e che fotografa la società italiana è «incertezza», senza ottimismo.  A dominare ora è l’ansia di dover fare da soli rispetto a bisogni non più coperti da assistenza come in passato. La famiglia intorno a noi si è sbriciolata, un po’ per l’età ed un po’ per la trasformazione dei valori e delle abitudini. Viviamo immersi in un' ansia costante, fatta di insicurezza e solitudine. Abbiamo il dovere di cavarcela da soli anche se spesso non ne siamo in grado. Dopo un quadro così incerto non ci rimane altro che contribuire facendo del nostro meglio, a partire dai piccoli gesti quotidiani. Ricominciamo a salutare i nostri vicini, strappiamogli un sorriso e forse recupereremo un po’ di smarrita civiltà.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Il Comune di Perugia cerca personale: i profili richiesti

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento