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Scioglimento Forza Nuova, manca il numero legale in consiglio: "Dalla destra umbra atteggiamento vigliacco"

I consiglieri di maggioranza escono dall'aula e salta la votazione della mozione, opposizioni all'attacco: "Ambiguità e nessuna assunzione di responsabilità, il tutto forse per interessi di bottega"

Dopo le polemiche seguite all'approvazione a maggioranza della nuova legge sull’edilizia residenziale sociale, in Consiglio regionale la polemica torna ad accendersi sulla mozione della minoranza per la richiesta al Governo di scioglimento di Forza Nuova. Una mozione prima firma Donatella Porzi (Pd, in foto) che non è stata discussa e votata per quello che le opposizioni (Pd, M5S, Patto civico e Misto) definiscono in coro "un atteggiamento strumentale, codardo e irresponsabile quello della maggioranza i cui consiglieri, nella scorsa seduta, sono usciti dall'aula facendo mancare il numero legale".

Il documento, spiegano i gruppi, "chiedeva una presa di posizione chiara di fronte agli episodi delle scorse settimane, quando Forza Nuova ed altre organizzazioni di estrema destra hanno tentato di assaltare le istituzioni, dando luogo a duri scontri di polizia, numerosi episodi di violenza e vandalismi culminati con il grave danneggiamento della sede della Cgil (a Roma, ndr), dove alcuni manifestanti hanno fatto irruzioni al piano terra, devastando diverse stanze. Come dichiarato dalla ministra Lamorgese si è trattato di violenza 'con una inquietante carica eversiva' di cui era chiara la matrice. Per questo occorre dare piena attuazione alla XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, da cui trae origine la cosiddetta ‘Legge Scelba’ per il divieto della riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.

E ancora: “Scappare di fronte ad una iniziativa di buon senso - proseguono i consiglieri di minoranza -, presentata e approvata anche in altri Consigli regionali, rappresenta la testimonianza di un atteggiamento vigliacco di una destra che, anche in Umbria, si presenta piena di contraddizioni. Una destra che, dopo ore di discussione in cui la minoranza ha tenuto il numero legale dell’Aula per senso di responsabilità e delle istituzioni, decide di comportarsi in modo pilatesco, non scegliendo neanche la condotta seguita dal centrodestra in Parlamento. Qui infatti, con un gioco di astensioni incrociate, le mozioni presentate sulla condanna delle violenze e sulle misure conseguenti sono state tutte approvate. In Umbria il centrodestra ha deciso di scappare, non svelando la propria ambiguità e non confrontandosi nemmeno nel merito della questione. Il tutto forse per interessi di bottega, anteposti al corretto esercizio della democrazia, per il quale - concludono i consiglieri di minoranza - avrebbero potuto votare a favore o confrontarsi, assumendosi la responsabilità della propria posizione. Posizione che, a questo punto, gli umbri non conosceranno”.

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