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Solo medici obiettori, niente aborti in ospedale: "Più servizi e meno giudizi"

Il caso dell'ospedale di Foligno, sollevato dalla Cgil, “è molto grave: per un periodo indefinito di fatto verrà interrotto un pubblico servizio”. E diventa politico

Solo medici obiettori di coscienza in servizio. Il che vuol dire niente più aborti. Il caso dell'ospedale di Foligno, sollevato dalla Cgil, “è molto grave: per un periodo indefinito di fatto verrà interrotto un pubblico servizio”. E diventa politico. Rifondazione Comunista, per mano del segretario Flamini, punta il riflettori sulla questione: "Oltre al livello “operativo” - scrive il Prc - , pensiamo sia necessario porci collettivamente alcune domande: perché e come si è arrivati al punto in cui un unico medico si occupava, responsabilmente, di accompagnare le donne che ne facevano richiesta all’interruzione volontaria della gravidanza? Perché, a quasi 40 anni dall’entrata in vigore della legge 194, la stessa può dirsi sul punto inattuata".

E ancora: "In Umbria - prosegue il partito rosso - il tasso di obiezione di coscienza nelle strutture ospedaliere è, a livello aggregato, di oltre il 65%. Ora, a Foligno, siamo di fatto al 100%. La questione non è solo pratica, ma etica e politica: di fatto si continua a decidere sul corpo delle donne, sulle loro possibilità di scelta, sulla tutela della loro salute e di una maternità che sia davvero responsabile".

Non è finita qui. Rifondazione Comunista chiama in causa la presidente regionale in persona: “Vogliamo che quanto prima sia ripristinato il servizio di interruzione volontaria di gravidanza, e ci sentiamo di riproporre alla governatrice Marini quanto sostenuto dal suo omologo laziale, Zingaretti, al momento di integrare il personale medico presso il reparto di ginecologia dell’ospedale San Camillo di Roma: una selezione riservata a dottoresse e dottori non obiettori. Si può fare”. Insomma, un bando ad hoc per far ripartire il servizio.

Alle donne, conclude Flamini, “diciamo di continuare, sempre, a pretendere la piena garanzia e tutela dei loro diritti: per un aborto sicuro e legale; per un supporto qualificato in caso di necessità. Tutte e tutti noi abbiamo bisogno di più servizi e meno giudizi”.

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