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Falsi ricoveri ed è ribellione: "Vogliamo che vengono pubblicati i nomi dei responsabili"

Seduta accesa quella di ieri, 30 giugno. Durante la commissione consiliare Gianluca Cirignoni (Lega Nord) e Sandra Monacelli (Udc) hanno dato voce alla loro protesta. L'indignazione è scaturita a seguito della mega indagine sui falsi ricoveri

Un’inchiesta che ha sbattuto l’Umbria su tutte le prime pagine dei quotidiani locali, mettendo seriamente in imbarazzo il cuore verde e quel sistema sanitario che da anni è il cavallo di battaglia della Regione. Dopo, infatti, l’inchiesta e la pioggia di denuncia, la polemica politica che ne è scaturita da parte dell’opposizione era da ritenersi scontata e necessaria.

A finire nella rete degli investigatori ben  800 persone, dopo che i militari, armati pazienza hanno visionato 220mila cartelle cliniche. Risultato: 2.500 prestazioni sospette in 13 ospedale dell’Umbria.

Ma è in commissione che ieri, 30 giugno, i consiglieri regionali si sono letteralmente sfogati, dando voce alla loro disapprovazione davanti a un caso che ricorda tanto, ma troppo Sanitopoli. Il più feroce Gianluca Cirignoni (Lega Nord): “I nomi di coloro che hanno usufruito, grazie a falsi ricoveri, di prestazioni sanitarie, dovrebbero essere pubblicati nei siti delle aziende sanitarie, insieme a quelli degli operatori sanitari disonesti che hanno organizzato questo infame sistema».

L’esponente del Carroccio sottolinea: “Pubblicare i nomi è un atto dovuto nei confronti degli umbri onesti che aspettano mesi, se non anni, per un esame e che pagano il ticket. Ma anche per quei malati che vengono respinti da qualche ospedale per mancanza di posti, occupati magari fittiziamente. Marini dovrebbe rimuovere dall'incarico i dirigenti sotto il cui naso era stato organizzato il sistema dei falsi ricoveri».

Intervento anche di Sandra Monacelli (Udc): “la Regione nei mesi scorsi ha premiato, a suon di migliaia di euro, le posizioni dirigenziali e organizzative per il raggiungimento degli obiettivi. Attenendoci a quanto sta emergendo da questa indagine, non possiamo non domandarci in base a quali criteri la Regione, in barba anche a una crisi economica pesantissima, elargisce questi emolumenti a fronte di stipendi comunque ragguardevoli”.

In prima anche i pentastellati: “Non ci sono scusanti per i direttori sanitari, per i direttori generali, per chi, a livello regionale, doveva controllare e non l'ha fatto. L'essersi messi a disposizione di chi svolge le indagini è atto dovuto, non è un merito né una scelta. Costituisce invece un grande demerito - tuona il Movimento 5 Stelle di Perugia - non aver creato un sistema informatico che in tempo reale permetta a chi deve controllare di farlo”.

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