Lunedì, 21 Giugno 2021
Politica

Emergenza coronavirus, la giunta "recupera" 108 milioni dai fondi europei. La minoranza lascia l'aula per protesta

Il piano di riprogrammazione definito dalla giunta regionale a favore di imprese e cittadini: le novità

Dalla giunta regionale 108 milioni di euro per affrontare l'emergenza coronavirus. Con i voti della maggiorananza e l'astensione del consigliere Andrea Fora, il consiglio regionale ha approvato la riprogrammarzione dei fondi europei Fse e Fesr decisa dall'esecutivo a sostegno delle imprese. Assenti dall'aula i consiglieri di Pd, M5s e Misto che, per voce del capogruppo Dem, ha annunciato la volontà di abbandonare la sedutoa per la mancanza di “concertazione e partecipazione". Speriamo - ha rilevato - che non si voglia definire il progetto per l’Umbria che verrà senza aprire un dibattito serio sullo sviluppo economico e sociale e su come usare questi fondi. Siamo costretti ad abbandonare l’Aula finché non verrà ristabilito il rispetto delle leggi, delle regole e della democrazia”. 

I circa 53milioni del Fondo sociale europeo e oltre 55 del Fondo europeo di sviluppo regionale, ha sottolineato il relatore di maggioranza, Nicchi, rischiavano di essere persi. Per il Fesr la Giunta a febbraio ha rimodulato 21milioni di euro, spostando risorse da azioni in ritardo o che presentavano difficoltà di attuazione su altre che presentavano maggiori necessità, con un’attenzione particolare al turismo e alla cultura. Il 7 maggio sono state rimodulate nuove risorse del Fesr per 34,4 milioni di euro, pari a circa l’8 per cento dell’intero importo del programma: 8milioni per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e per attrezzature;
3,5 milioni per la creazione di imprese e sostegno a start up; 2,5 milioni per imprese culturali e creative, 500mila euro per l’economia sociale e 1,75 milioni per l’Itc; oltre 20milioni di euro per  per il sostegno al capitale circolante delle imprese; 5 milioni per la promozione turistica e 4milioni per rendere fruibili anche in epoca covid gli attrattori culturali.
La riprogrammazione ha messo a disposizione dal Fse  circa 53 milioni di euro immediatamente disponibili. Di questi 7 milioni vanno al sostegno dei lavoratori autonomi; 3,7 milioni per le categorie svantaggiate; 10 milioni per il potenziamento del reinserimento occupazionale; 33,6 milioni per l’istruzione, dalla scuola dell’infanzia fino all’università. "Di questi ultimi 8 milioni sono dedicati alle borse di studio Adisu”.

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