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Emergenza carceri, il Comune di Perugia: "Tutelare la polizia penitenziaria e potenziare i servizi psichiatrici"

Dopo le numerose aggressioni agli agenti si è discusso in Consiglio un ordine del giorno per trovare soluzioni alla difficile situazione della casa circondariale di Capanne

Una situazione drammatica quella delle carceri in Italia, con strutture sovraffollate e la polizia penitenziaria che si ritrova a gestire quotidianamente l'emergenza e a partecipare tra mille difficoltà all’attività di risocializzazione, fronteggiando un numero sempre crescente di eventi critici con un carenza d’organico e di risorse ormai cronica, in condizioni di stress e turni straordinari che la normalità, con carichi di lavoro massacranti e ripetute aggressioni da parte dei detenuti.

Un problema che si fa sentire anche in Umbria, come dimostrano i numerosi episodi di violenza avvenuti anche quest'anno (spesso con conseguenze importanti dal punto di vista fisico e psicologico per le vittime delle aggressioni) e l'allarme lanciato dal Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria). Un tema che è stato affrontato oggi (giovedì 3 settembre) in Comune a Perugia, dove la IV Commissione consiliare cultura ha discusso l’Ordine del giorno presentato da due consiglieri di maggioranza e intitolaro “Azioni a tutela del lavoro del personale della Polizia Penitenziaria di Perugia”.

In ragione di questo difficile quadro, i proponenti nel dispositivo chiedono così all'amministrazione di impegnarsi nel dichiarare la propria vicinanza al Corpo di Polizia Penitenziaria e ai suoi poliziotti, ascoltandone proposte e ed esigenze, oltre che a portare avanti un dialogo e una proficua collaborazione con gli altri enti istituzionali (Regione, Prefettura, eccetera) per portare le istanze della Polizia Penitenziaria presso il Ministero della Giustizia. Alla Giunta si chiede poi di attivarsi per chiedere al Governo e ai Ministeri competenti l’istituzione a Perugia, o nel territorio umbro, di una Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (Rems, strutture che hanno sostituito gli ospedali psichiatrici giudiziari e di cui è sprovvista l'Umbria, che fa riferimento a quelle della Toscana dove però il numero di posti a disposizione è inferiore alle attuali esigenze).

Il Servizio Psichiatrico, secondo i consiglieri firmatari dell'odg, dovrebbe essere poi incrementato anche nel presidio del Nuovo Complesso Penitenziario di Perugia 'Capanne', considerando che i soggetti 'a rischio psichiatrico' rappresentano più di un terzo degli attuali detenuti. L'amministrazione inoltre, viene invitata ad attivarsi con l'Usl Umbria, n.1 per attenuare il cosiddetto 'turn-over' tra le figure sanitarie in servizio all’interno del penitenziario e ad impegnarsi affinché venga strutturata una direzione medica della Polizia Penitenziaria, composta da medici e psicologi, per tutelare i dipendenti e perché vengano stanziati fondi per l’aggiornamento e la formazione del personale.

All’incontro di oggi hanno partecipato anche la direttrice del carcare di Capanne e il comandante facente funzioni della polizia penitenziaria di Perugia, il quale ha evidenziato come l’attività del Corpo, già normalmente complessa, si è ulteriormente complicata in ragione dell’emergenza covid-19. Sono stati poi forniti i dati: l’organico attuale nel carcere perugino è di 238 unità, conseguente ad un taglio importante operato dopo il 2017 (-49). Il problema principale resta sia quello delle traduzione che quello dei piantonamenti all’interno di ospedali e case di cura. A tal proposito è stato espresso auspicio affinché il 'repartino' dedicato espressamente ad ospitare pazienti provenienti dal carcere presso il Santa Maria della Misericordia, possa essere ultimato al più presto per evitare una commistione con i degenti ordinari.

La direttrice del carcere ha invece riferito che la popolazione carceraria negli ultimi anni è molto cambiata, sia per la presenza di tanti stranieri (circa il 60-65%), soggetti con esigenze particolari in quanto spesso sprovvisti di qualsiasi supporto familiare esterno, sia perché una buona fetta di detenuti è seguita dal servizio psichiatrico. Questo tema resta quello più delicato all’interno del carcere che si è dotato di due psichiatri, insufficienti rispetto al bisogno. A questo proposito la direzione ha lanciato un appello a Regione e Usl (soggetti competenti a gestire le questioni sanitarie all’interno delle carceri) affinché si possa creare un vero e proprio presidio psichiatrico in grado di prendersi carico dei 'pazienti/detenuti' in maniera organica.

Al termine della discussione maggioranza e opposizione hanno condiviso i ringraziamenti nei confronti della polizia penitenziaria e della direzione del carcere per il grande lavoro svolto quotidianamente, pur tra mille difficoltà. Per superare le criticità esistenti è stato sottolineato come sia necessario sollecitare le istituzioni competenti, in particolare Ministero e Regione, affinché rafforzino gli organici per le materie di rispettivo interesse. Dai banchi dell’opposizione, infine, è stata sollevata la proposta di riproporre l’accordo Comune/carcere per l’impiego di alcuni detenuti, nell’ambito del cantiere, per lo svolgimento di attività di manutenzione e cura delle aree verdi. Si tratta infatti di un’attività che favorisce la socialità ed il reinserimento lavorativo. L'odg è stato infine rinviato a una prossima seduta al fine di audire i rappresentanti della Regione.

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