Regionali, Ricci se la prende con la legge elettorale: "Speriamo di tornare presto al voto"

Il candidato di centrodestra: "In Umbria un vuoto democratico. Con una legge normale Marini sarebbe in minoranza"

Due linee. La prima è quella del “cosa sarebbe successo se”. La seconda è: “torniamo al voto”. Il consigliere regionale di centrodestra Claudio Ricci, lo sfidante della Marini alle elezioni regionali 2015, non perde tempo e continua a cannoneggiare verso Palazzo Donini.
“Il verbale dell'ufficio centrale regionale - scrive - indica chiaramente che se i seggi alle regionali fossero stati assegnati ‘proporzionalmente’ ai voti espressi democraticamente dai cittadini la coalizione del cambiamento, con Ricci presidente, più il Movimento 5Stelle avrebbero avuto in totale 11 seggi su 21”. Ovvero: “Sarebbero quindi maggioranza e l'attuale presidente Marini in minoranza”.

Per dire, “cosa sarebbe successo se”. Invece, prosegue Ricci, “con una legge regionale su misura e con ampi presupposti di illegittimità che, speriamo, presto vengano riscontrati, si assegna un premio di maggioranza senza alcuna soglia e senza il secondo turno, come avviene per i sindaci che vincono solo se aggregano il 50% più uno dei voti”. In Umbria, quindi, “si assiste ad un vuoto democratico con un presidente della Regione senza maggioranza effettiva dei seggi, avendone ben tre in più rispetto a quelli democraticamente espressi dai cittadini”.

Dalla prima alla seconda linea, adesso. Ancora Ricci: “Speriamo che l'assessore regionale alle Riforme, ampio esperto nei sistemi giuridici e amministrativi, ponga rimedio attivando immediatamente la riforma delle legge elettorale e auspichiamo che, entro breve, quel ‘ci sarà un giudice a Berlino’, frase che la cultura giuridica invoca per indicare che la giustizia, anche se lenta, arriva sempre, rimandi tutti al voto con una legge normale e democratica”.

Conclusione con la terza via. “Ovviamente – scrive Ricci - stiamo continuando a verificare anche le segnalazioni che arrivano sulla ormai famosa notte dello spoglio elettorale fra il 31 maggio e il 1 giugno”. 

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