Regionali in Umbria: legge elettorale e proiezioni, Ricci torna alla carica

"In Umbria – scrive il candidato del centrodestra - si sta determinando una complessa situazione politica dopo le elezioni avvenute con una legge che, visti i pronunciamenti in casi simili, determina ampi presupposti di illegittimità"

Claudio Ricci torna alla carica. “In Umbria – scrive il candidato del centrodestra per le regionali 2015 - si sta determinando una complessa situazione politica dopo le elezioni avvenute con una legge che, visti i pronunciamenti in casi simili, determina ampi presupposti di illegittimità, con il premio di maggioranza attribuito senza una soglia minima e senza ballottaggio come avviene per i sindaci: con una legge normale l'attuale presidente sarebbe in minoranza di seggi”.

E ancora: “Come noto il ricorso è stato presentato e ora speriamo che ci siano tempi brevi di giudizio, in quanto è opportuno che si operi in piena legittimità democratica, visto che a breve si comincerà a deliberare da parte di Giunta e Consiglio Regionale”.

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Ma non è finita qui. “Altro fronte, ancora aperto – ricorda Ricci - , nel rispetto dei tanti elettori del centrodestra civico e moderato, l'analisi di quanto accaduto nella notte fra il 31 maggio e il 1 giugno 2015. Una notte, televisivamente curiosa, dove al 21% del campione, fra il 20% e il 30% le analisi sono considerate solide "di pietra", nelle proiezioni che vengono svolte sulle schede reali in corso di scrutinio, Ricci candidato presidente è in vantaggio del 1.7%, con addirittura i sondaggisti che citano ‘cresce’, e poi, con una successione statisticamente ‘curiosa’, il tutto a seggi aperti e scrutinio in corso, il risultato si capovolge. Fasi ‘curiose’ che meritano una ‘attenta’ riflessione anche in relazione alle ‘segnalazioni’ arrivate da molti luoghi umbri”. Conclusione: “Su questi temi abbiamo osservato, come per il ricorso presentato, ‘reazioni politiche’, ovviamente tutte degne di ampio rispetto, ma auspichiamo che ‘ci sia un giudice a Berlino’, famosa frase di cultura giuridica per indicare che la verità alla fine emerge sempre e comunque”.

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