Elezioni comunali 2014

Ballottaggio, Romizi alla carica: "E' il momento che Perugia rialzi la testa: porte aperte a tutti"

A 48 ore dallo spoglio elettorale il potenziale sindaco Andrea Romizi annuncia la sua strategia e con umiltà e garbo chiede la collaborazione di tutti i cittadini che non hanno votato o che hanno votato i candidati avversari ma anti-Boccali: "E' grazie anche a loro se Perugia può cambiare: io spalanco a loro le porte per portare avanti anche le loro idee"

"Io spalanco le porte a tutti perchè per risollevare Perugia c'è bisogno di Romizi, di chi ha permesso il ballottaggio e di coloro che, sfiduciati, non sono andati al voto: c'è un ballottaggio storico che non serve per Romizi ma serve per tutti coloro che sono stanchi e delusi da Boccali": a 48 ore dallo spoglio elettorale il candidato del centrodestra Andrea Romizi si rimette in moto e in queste due settimane vuole convincere gli elettori e gli altri candidati a sindaco (Rosetti, Waguè, Barelli e Scelta Civica) che lui, il giovin avvocato, è il candidato di tutti coloro che vogliono chiudere con il passato.

"Qualcuno già dice non dobbiamo votare per lui -(ovvero Io) - ha continuato Romizi nel suo incontro con la stampa -  perchè è il candidato della destra. Ma io dico: di quale becera destra state parlando? Io e noi siamo moderati, aperti al dialogo e soprattutto con un programma che va al di là delle ideologie, è un programma per noi tutti. Mi rivolgono anche agli elettori di sinistra: Boccali e il suo sistema di potere non si basa sui valori della sinistra, ma sui loro interessi e i loro poteri forti. Io voglio solo dare un nuovo inizio perchè è il tempo che la nostra comunità rialzi la testa insieme e non divisi".

Da oggi pomeriggio incomincerà a dialogare con tutti i candidati sindaci rimasti fuori dal ballottaggio, per portare avanti pezzi dei loro programmi e capire cosa vogliono fare a questo punto. "Lo slogan del tempo supplementare di questa campana elettorale è chiaro e uno solo: 'Solo uniti si vince e si cambia'. E' un'occasione storica che nessuno di noi può ignorare, soprattutto coloro che non sono andati al voto: possono tranquillamente farlo al ballottaggio".

Lo stile Romizi non si perde neanche quando i giornalisti gli ricordano le parole di Boccali nel summit alla Vaccara di ieri sera quando sono stati chiamati a raccolta tutti i candidati eletti e non della coalizione per capire come muoversi al ballottaggio: "Ha detto che sono la terza scelta del centrodestra? I dati dei cittadini indicano che sono il secondo più votato in città e che sono il primo nella storia a sfidare ad un ballottaggio il centrosinistra. Il resto sono bassezze che appartengono al personaggio e io non mi abbasso al suo livello. Fa il professorino ma solo perchè ha una doppia paura: la prima perchè è consapevole di non avere un progetto nuovo per la città dopo aver fallito in questi 5 anni; la seconda perchè percepisce di poter anche perdere".

Romizi è anche consapevole che solo grazie alla sua candidatura due liste civiche Progetto Perugia - 5 per cento - e la piccola Perugia Domani - 0,5% - hanno deciso di entrare in coalizione, lasciando perdere spinte autonomiste. Ma ora c'è la grande sfida: "Io ci credo perchè abbiamo una visione di Perugia diversa e incentrata sul rilancio. Lo ripeto ora e lo ripeterò fino all'apertura delle urne: solo uniti si vince....e non vincerebbe Romizi ma la maggioranza dei Perugini". 

E che Romizi faccia un po' di paura a Boccali lo dimostra anche un piccolo curioso fatto: alcuni addetti alla campagna elettorale del sindaco erano presenti alla conferenza stampa. Legittimo, ma certamente un segno del termometro politico che si respira in casa del centrosinistra.

 

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