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Il Pd trema

Il Pd trema

Pd a pezzi, Leonelli: "Abbiamo perso con la vecchia classe dirigente"

Un giorno esatto dopo la storica sconfitta del centrosinistra nella città di Perugia è il segretario regionale del Pd a voler fare un'analisi politica su quanto è successo. Ma tra otto mesi, non va dimenticato, ci sono le regionali... Il Pd trema

Non tira una bella aria nella sede del Partito Democratico di piazza della Repubblica. Seduti in prima linea fedelissimi e non. Unico segno percepibile sui volti, è quel muso lungo. Sarà perché forse ieri (9 giugno) non se lo aspettavano di perdere contro il candidato di centrodestra Andrea Romizi con un distacco di ben 16 punti di percentuale che tradotto sta esattamente per 9.803 voti. Un pd che appare smarrito e lontano dai bei tempi in cui al secondo turno il sindaco uscente di centrosinistra riconfermava la sua carica con qualche punto in più rispetto alla prima volta. La storia parla chiaro e Locchi è un esempio di questo.

Seduto sul tavolo degli “imputati” è il giovane e palesemente renziano, segretario regionale Giacomo Leonelli, chiamato già a rivestire il suo ruolo, sin dalle prime ore di questa mattina, a seguito di un comunicato della presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini che,  senza mezzi termini, ha dichiarato: “La segreteria regionale del PD si faccia carico di questo serio confronto politico al fine di esprimere una classe dirigente realmente adeguata ad affrontare i prossimi ed impegnativi appuntamenti elettorali”.

Leonelli non perdona e sibillino preannuncia in risposta: “Cambieremo radicalmente e rivoluzioneremo il partito, cercando di capire ciò che non va, dato che, abbiamo perso proprio con la classe dirigente uscente”. Una frase detta con il sorriso ma che fa presupporre molto di più, ma molto di più.

Non è tranquillo, come potrebbe esserlo, dopo quella che è stata definita da lui stesso una “sconfitta epocale e terrificante”. Ci prova anche il segretario regionale a sottolineare: “Ci sono state vittorie importanti come i sindaci Leopoldo Di Girolamo a Terni, Nando Mismetti a Foligno e Alfio Todini a Marsciano, così come l'elezione di Giuseppe Germani a Orvieto e di Massimiliano Presciutti a Gualdo Tadino”. Ma la sconfitta a Perugia, eclatante almeno quanto quella a Bastia Umbra e Spoleto, brucia nei cuori rossi e non poco.

Rimane comunque lucido Leonelli, ringraziando “Boccali per essersi preso tutte le responsabilità, anche se la perdita è stata dovuta da una crisi economica, da una percezione sbagliata che si è avuto della città e da quella necessità di cambiamento che i cittadini chiedevano a gran voce e che forse hanno visto nella figura di Romizi”.

La preoccupazione non riesce ad essere mascherata, perché forse non si ha ancora una spiegazione concreta di cosa realmente sia successo. Le regionali sono alle porte e otto mesi, sembrano essere divenuti ben pochi. Primarie sì o primarie no? Questo l’astioso dilemma ripetuto più volte. Al momento nessuno sembra sapere bene come muoversi. Si attende, si aspetta e si cerca di comprendere ciò che per il Pd appare sotto forma di incubo.

Ma il giovane esponente di centrosinistra parla chiaro e rimarca la linea di Boccali: “E’ stato un referendum contro di lui e basta. Se ci fosse stato Waguè al posto di Romizi sarebbe andata alla stessa identica maniera”. Sui corridoi, invece, del “quartier generale” c’è chi dice “abbiamo sbagliato, ma adesso dobbiamo solo cominciare di nuovo, ci farà bene per comprendere i nostri errori”.  

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