Casapound Perugia inaugura la nuova sede: "Ci vuole più destra a Perugia"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PerugiaToday

È stata inaugurata in via Valentini, nel quartiere universitario di Elce ed alla presenza del vice presidente di CasaPound Italia Andrea Antonini, "Griffa" la nuova sede perugina del movimento che, con il suo nome, rende omaggio al capitano di ventura Braccio Fortebraccio da Montone e al futurismo perugino. Circa 100 gli accorsi all'evento. "Questo è l'avamposto di libertà della città di Perugia - dichiara Antonio Ribecco, responsabile cittadino di Cpi.

Nella città che ormai è la capitale della droga, del malaffare e dell'immigrazione selvaggia, noi vogliamo proporre un modello alternativo ed affermarlo con la forza del nostro impegno: nella nostra sede sarà attivo il banco alimentare per le famiglie in difficoltà, si terranno conferenze, dibattiti, si potranno conoscere le nostre proposte per rilanciare il centro storico di Perugia, si potranno firmare le nostre proposte di legge, tra cui quella che prevede, nell'assegnazione delle case popolari, una priorità per gli italiani".

Riguardo le polemiche sollevate dalla sinistra antagonista sull'apertura della sede, Ribecco si è così espresso: "Davvero esistono ancora persone che che si stracciano le vesti in nome della democrazia e della libertà, e poi si arrogano il diritto di decidere chi può fare politica e chi può aprire una sede? Invece di pensare alla finanza che sta uccidendo questa nazione, alle fabbriche che chiudono, alla dittatura dell'Ue, a una città diventata ingestibile, si mobilitano per chiudere le sedi di chi non la pensa come loro. Strano, perché a ben vedere, molti di loro sono figliocci politici di molte sigle del centro-sinistra che proprio in questi giorni a Terni, città in cui CasaPound si presenta con una propria lista alle amministrative, hanno sottoscritto insieme a noi un protocollo davanti a tutte le forze dell'ordine con cui si impegnano a rispettare gli avversari politici in un confronto democratico e costituzionalmente garantito, ragion per cui protestare contro l'apertura di un nostro spazio corrisponde a violazione di tale accordo".

"Detto questo - conclude Ribecco - chi è più intollerante e pericoloso per la democrazia: chi in molte città offre servizi sociali e magari partecipa a regolari e costituzionali elezioni come CasaPound, o chi protesta a prescindere contro la nostra stessa esistenza e di notte ci viene a trovare con caschi e bastoni?".

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