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INTERVISTA Urbano Barelli: "Una Perugia più bella, più sicura e con più lavoro"

Sesta e ultima tappa del nostro giro tra i candidati a sindaco a Perugia; è la volta di Urbano Barelli a capo di due liste civiche per raggiungere il Governo di Palazzo dei Priori


1) Urbano Barelli, l'uomo dell'ambiente e dell'anti-degrado a Perugia, almeno come è stato ribattezzato, se fosse eletto sindaco cosa farebbe nei primi 100 giorni di governo?

Il primo atto sarebbe un incontro con i 1.200 dipendenti del Comune per rappresentare loro l'esigenza di cambiamento della macchina amministrativa. Occorre tagliare le consulenze esterne e valorizzare le tante professionalità presenti ma anche correggere le disfunzioni esistenti soprattutto nei rapporti cittadino-pubblica amministrazione. Il secondo atto sarebbe quello di avviare un'attività di pianificazione del territorio per avviare una grande opera di manutenzione del territorio e per creare nuove opportunità occupazionali. Bisognerebbe poi affrontare i nodi relativi ai tanti impianti inquinanti presenti sul territorio ed infine attivare i comitati di quartiere, previsti dal nostro programma, non quali organismi partitici ma quali centri di ascolto e raccordo fra cittadinanza e amministrazione.

2) La sicurezza è il nodo centrale della campagna elettorale: qual'è la sua ricetta?

Il tema della sicurezza va affrontato su un doppio binario: nell'attuale situazione emergenziale è necessario l'intervento delle forze di polizia instaurando una maggiore sinergia fra Sindaco e rappresentanti istituzionali dell'ordine e della sicurezza pubblica. Sul piano strutturale bisogna procedere ad un potenziamento dell'illuminazione pubblica e della videosorveglianza. É necessario, infine, procedere ad un censimento delle abitazioni sfitte al fine di accertare l'eventuale presenza di persone non dichiarate che molto spesso incrementano il sistema della devianza.

La sicurezza però non è solo repressione ma soprattutto prevenzione. Mentre la repressione dei fenomeni criminali spetta al questore e al prefetto, la prevenzione spetta al sindaco e all’amministrazione comunale che però in questi anni sono rimaste colpevolmente assenti. Vanno quindi avviate politiche per il ritorno delle famiglie nel centro storico, dedicando particolare attenzione agli spazi e alle esigenze dei bambini. Occorre recuperare gli spazi urbani e i grandi contenitori come il Mercato coperto lasciato in stato di abbandono, incentivare le manifestazioni di qualità capaci di ridurre il disagio sociale e giovanile.

3) Se il mattone è finito, ovvero la cementificazione in genere, su quale piano di sviluppo vuole indirizzare la sua eventuale amministrazione comunale?

L'azione dell'amministrazione deve essere indirizzata verso una vera ed utile opera pubblica: la manutenzione del territorio ed il recupero dell'esistente. Ciò rilancerebbe l’edilizia e avrebbe ricadute positive sia sul fronte occupazionale che su quello dello sviluppo economico. Su questo fronte abbiamo lanciato una sfida agli imprenditori con i quali vogliamo stringere un patto per il rilancio dell’edilizia. Contemporaneamente occorre puntare sull’economia della conoscenza e sullo sviluppo della filiera ambiente-cultura-turismo che rappresenta l’economia del futuro e la vera risorsa della città. Sotto questo profilo occorre recuperare e valorizzare l'immenso patrimonio artistico e culturale da destinare a luoghi di cultura ed aggregazione civica.

4) Turismo: tassa di soggiorno si o no? e quali politiche per rilanciare l'immagine di Perugia?

No alla tassa di soggiorno che non ha consentito di contribuire al risanamento delle casse comunale determinando un aggravamento della crisi del settore turistico cittadino. Il turismo va incentivato innanzitutto mediante il recupero del patrimonio culturale ed artistico della città. Il turismo di Perugia non può limitarsi ai grandi eventi ma deve essere legato ad un'offerta culturale di qualità lungo tutto l’arco dell’anno. In questa ottica bisogna incentivare le manifestazioni di qualità, ridare sicurezza alla città e ripopolare il centro storico con botteghe d’arte, luoghi creativi e attività culturali affinché l'acropoli torni ad essere viva ed attraente sia per i residenti che per i turisti.

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