Si scrive ballottaggio ma si legge referendum pro o contro Boccali: ecco perchè..

Il sindaco uscente è il protagonista di questa storica tornata elettorale. O lo si ama o lo si odia. E poi c'è Romizi che potrebbe pescare il jolly al di là di meriti e programmi. Ma è tutto nelle mani degli elettori 5 Stelle che si dividono in due categorie...

Ci siamo. L'8 giugno si vota per un ballottaggio che mai i perugini avevano sperimentato. D'altronde c'era il super-centrosinistra, erede del partitone comunista, che in Umbria come nel capoluogo era la casa di moltissimi. Anzi era una fede, una Chiesa laica. Ora il voto è più liquido: alle Europee plebiscito per Matteo Renzi, alle comunali un risultato inferiore: 48% per centrosinistra, Pd al 35%. Perchè? Per due motivi semplici, semplici: un numero maggiore di liste e candidati e poi.... perchè è scattato quel meccanismo tipicamente italiano: non si vota per qualcuno o per qualcosa, ma contro qualcuno. 

Diciamolo una buona volta, senza offesa per nessuno, queste amministrative, questo ballottaggio ancora di più, è un vero e proprio referendum pro o contro Wladimiro Boccali, sindaco uscente, accusato di tutti i mali del mondo - alcuni veri altri nati sull'onda dell'emozione e delle campagne elettorali tramite web - e della cattiva immagine conquistata da Perugia sui media (a torto spesso, a ragione qualche volta di troppo). Si tratta di Referendum, ne siamo convinti, perchè se ci fosse stato un Cernicchi - citiamo il sondaggio del Pd nazionale - forse l'8 giugno avremmo avuto già una Giunta e molti se ne sarebbero andati chi a pescare al Trasimeno chi a maledire il mondo sui social. 

Wladimiro Boccali è il grande protagonista di questo ballottaggio: se vince ha vinto lui, se perde avrà perso praticamente solo lui dato che la gente è impazzita per Renzi ed ha riscoperto la voglia di partecipazione nel Pd almeno sui temi nazionali ed europei. Boccali parte avvantaggiato non solo per quei 20 punti di percentuale del primo turno (quando si va al ballottaggio come ha ribadito il Ministro Boschi...si azzera tutto), ma perchè c'è una Perugia profonda che è difficile da interpretare e poco avvezza al cambiamento e probabilmente non si fida del centrodestra, dei civici e di coloro che non hanno mai governato questo comune, questa Regione. 

E poi c'è Andrea Romizi. Il giovin avvocato che ha capito prima di tutti quello che bisognava fare: unire a tutti i costi chi era contro Boccali, rendere liquida l'appartenenza a Forza Italia e usare toni molto, ma molto soft per attirare giovani, borghesia e sperare di piacere un po' a tutti come quei panini colorati delle multinazionali che hanno un sapore indefinito che va bene per tutti. Sa benissimo che non può vantare grandi pensatori alle sue spalle e soprattutto  gli si rinfaccia che non ha mai amministrato e Perugia l'è una brutta bestia da guidare. Ma è giovane, motivato e come si direbbe una volta....piace alle mamme. Basterà? Chissà.

Tutte nelle mani del Movimento 5 Stelle? No. Tutte nelle mani degli elettori del 5 Stelle perchè i vertici hanno dato libertà di voto. Questo popolo si divide in due tronconi: quelli che votare un berlusconiano mai....e poi mai anche se è Romizi...ma neanche votare Boccali e quindi se ne staranno a casa. Gli altri (forse meno ideologizzati ed ex elettori di centrodestra) che dicono contro Boccali val bene anche Romizi-Waguè-Barelli. 

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Ed ecco che ritorna la sindrome del referendum pro Boccali o contro Boccali. Ironia della sorte per il centrosinistra perugino si è creato, in scala, lo stesso sentimento che fino a qualche tempo fa muoveva  le dinamiche del voto in Italia: Berlusconi o lo amavi alla follia o lo odiavi; spesso vinceva e qualche volta ha perso. Questo vale anche per il sindaco uscente: tante persone, tanti giovani sono disposti a immolarsi per lui, altri sarebbero pronti ad immolarlo ovunque convinti che sia il supremo sacrificio per far rinascere Perugia. Buon ballottaggio a tutti.

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