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Sinistra, Cambiare si Può anche in Umbria: dubbi sui candidati

Tutti i dubbi, gli elementi positivi emersi nell'assemblea costituente - tutto esaurito - al Park Hotel di Ponte San Giovanni. C'è chi non vuole candidare chi ha fatto politica nonostante meriti e demeriti

Il Quarto Polo, sotto le vesti del manifesto Cambiare Si Può, sta muovendo passi importanti anche in Umbria verso la strada di una unità a sinistra per un programma contro l'agenda Monti, alleanze con il movimento arancione di Ingroia e De Magistris, la formazione di liste elettorali umbre con una pluralità di sensibilità politiche. Un movimento che deve essere rigorosamente alternativo al centrosinistra formato da Pd, Idv e Sel. Ieri - 15 dicembre - al Park Hotel di Ponte San Giovanni è arrivato il primo sofferto ma convinto voto unanime per la formazione di un primissimo e a tempo coordinamento che dovrà gestire la diffussione sui territorio del manifesto e capire se ci sono le condizioni - richieste dall'assemblea fondativa romana - per continuare un percorso politico molto difficile. Infatti, se tutto andrà bene, bisognerà trovare le firme in 10 giorni, litigare sui candidati, per fortuna piena unità su un programma che vuole abolire le riforme sul lavoro, sulle pensioni, sulla scuola e sulla sanità del Governo Monti per istituire un welfare forte e un'Europa sociale e non delle Banche.

Ma ci sono anche molte frizioni sul metodo di selezione dei futuri candidati. La componente di Alba - proveniente dall'associazionismo di sinistra prima vicina a Vendola e poi allontanandosi dopo la sua entrata nel centrosinistra - ha proposto ufficialmente "la non candidabilità di tutti i dirigenti, gli eletti provenienti dai partiti". Pochi gli applausi in aula anche perchè tutti sono consapevoli che l'80 per cento degli aderenti hanno una tessera di un partito di sinistra in tasca - quella di Rifondazione Comunista alla stragrande - e soprattutto i comitati e società civile presente in molti casi non hanno accettato l'invito dell'assemblea ad essere presente.

Almeno per il momento. Senza coloro che hanno portato avanti, anche nei piccoli comuni, le politiche sociali, di tutela dei lavoratori e anche dando vita a Governi locali. Riceve invece ovazioni il segretario di Rifondazione Comunista, Luciano Della Vecchia, quando annuncia che "non ci possono essere preclusioni quando si vuole stare insieme" e soprattutto per evitare decisioni dall'alto "far decidere i candidati a coloro che hanno sottoscritto il manifesto di Cambiare Si Può, lo hanno fatto il Pd e Grillo possiamo e dobbiamo farlo anche noi". Ma "i nuovisti delle associazioni" sanno che rischiano, date le poche forze a disposizione, di andare sotto, molto sotto. ma questo è il bello della partecipazione democratica. Il futuro del Quarto Polo in Umbria è ancora da scrivere: fondamentale sarà l'impegno del Prc, ma anche dell'alleanza con i più organizzatti e mediatici De Magistri e Ingroia e forse l'Idv di Antonio Di Pietro.

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