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Elezioni 2018, fuga dalla sinistra in Umbria: dal 2013 ad oggi quanto hanno perso Pd e gli anti-liberisti

Rispetto alle Politiche del 2013 in Umbria quanti voti ha perso il Pd? E gli eredi dei movimenti e di Rifondazione? Leu ha preso meno addirittura di Sel di Vendola

Chi di elezioni ne mastica parecchio è solito ribadire: in politica 2 più 2 non fa mai quattro. Rare volte fa 8, molto spesso invece può fare 3 o 2. Tutto questo per ribadire che fare le unioni a freddo fra forze politiche non è sempre un vantaggio nelle urne. La dimostrazione? Basti pensare al movimento di sinistra, anti-Pd, Liberi e Uguali che doveva veleggiare intorno all'8 per cento in Umbria ma che alla fine addirittura ha fatto peggio delle esperienze politiche di sinistra formate nella passata stagione.

Il partito di Grasso e la Boldrini è un mix di: dissidenti del Pd, Sinistra per l'Italia (l'ex Sel) del movimento Possibile di Pippo Civati. In teoria sommando i voti delle forze in campo anche un 6-7 per cento poteva essere considerato un risultato non brillante. Si partiva in Umbria da 16mila 772 voti (3,19%) ottenuti alla Camera nel 2013 con la sola Sel in gioco. Si è arrivati cinque anni dopo, nonostante un cartello di sigle maggiori e candidati di peso, ad un modesto 2,9 per cento che equivale a 15mila 200 voti. Un passo indietro altro che due avanti: 1.500 voti in meno, - 0,2 per cento. Un dato talmente negativo che non ha fatto scattare nessun senatore e deputato in Umbria ed ha relegato nei collegi uninominali Liberi e Uguali al 4 posto.

Di certo non può ridere neanche l'altra sinistra, quella nata dal basso dai centri socili e dai movimenti antagonisti dove Rifondazione Comunista ha giocato un ruolo decisivo. Potere al Popolo ha totalizzato  1,31 per cento (6mila 733 voti). In questo caso può essere equiparata alla forza politica che nel 2013 era guidata dall'ex magistrato Ingroia: Rivoluzione Civile - sempre appoggiata da Rifondazione Comunista - ottenne il 2.53 per cento (13mila voti). In pratica Potere al Popolo ha dimezzato i voti rispetto a quella esperienza. Nell'orbita della sinistra va inserito d'ufficio anche il Partito Democratico di Renzi: anche per questo partito, erede del partitone comunista, in Umbria il calo è stato pesante. Il Pd di Bersani - considerato uno dei peggiori per la mancata vittoria nazionale - si attestava al 32,8 per cento (162mila 780 voti). Sotto Renzi, tra l'altro candidato in Umbria al Senato, 24,81% (126mila voti). Un calo dell'8 per cento che vuol dire meno 36mila voti.

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