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Il blog di Franco Parlavecchio - Elezioni, in Umbria il risultato è storico: di questo passo il Pd perderà ovunque

Sono tanti i dati eclatanti che risaltano da questa tornata elettorale. Il primo e più importante è la grande affermazione dei Cinque Stelle che, soprattutto al sud, guadagnano percentuali in alcuni casi da maggioranza assoluta.

Il secondo è la sonante sconfitta del PD che riceve una delle più grandi batoste di sempre. Se accompagnato alla debacle di Liberi e Uguali mi domando se sia ancora opportuno attardarsi a parlare di ideologie…

Il terzo è che il Paese risulta comunque spaccato perché dal centro al Nord è evidente l’affermazione della Lega, che soprattutto sorprende in Umbria, dove passa dal quel misero 1% delle elezioni politiche del 2013, ad oltre il 20% di oggi.

Umbria: qui il risultato è storico. Perché se è vero che la legge elettorale è nuova (e da rifare…) è anche vero che mai il Partito Democratico e prima ancora i partiti che l’hanno fondato, avevano ottenuto un risultato così disastroso.

Rispetto alle scorse elezioni politiche il Pd in Umbria ha perso ben 43 mila voti. Qualcuno mi ha parlato di iniziative poco partecipate sempre con le stesse facce; un segnale chiaro e forte. Il progetto inclusivo del PD è morto da tempo, è rimasto solo quello esclusivo, così esclusivo che ora i voti diventano personali e slegati da un programma. Questa è una disfatta annunciata perché il PD ha perso l’essenza per la quale è nato. E’ diventato un partito per pochi eletti obbedienti al capo. O sei in linea o sei fuori.

Il Segretario nazionale Renzi si è dimesso con riserva. Cioè ha utilizzato un metodo inusuale, si è dimesso con l’idea di mantenere il controllo almeno fino alle prossime primarie. Quelle primarie che sono mancate per scegliere i candidati al Parlamento. Il Segretario regionale Leonelli si è dimesso senza riserve, ricordando la parola umiltà, quella grande sconosciuta che non è comparsa dopo la schiacciante sconfitta al Comune di Perugia. Rivolgere lo sguardo al trend nazionale significa guardare il dito e non la luna perché la sconfitta umbra è unica nel suo genere.


Se l’obiettivo per il PD è quello di perdere Terni, riperdere Perugia il prossimo anno e poi per la prima volta la Regione, la strada è quella giusta per completare il lavoro. Ma i complimenti vanno fatti ai candidati del centro destra che hanno saputo avvertire il disagio che aumentava. Questa volta ci hanno creduto veramente e hanno fatto l’en plein.

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