Elezioni regionali, Fioroni (Lega): "L’Umbria non deve morire per rinascere"

La candidata della Lega: "L’Umbria non ha più tempo, è ora necessario il risanamento di una frattura che ha creato mostri"

“Il 18 settembre annunciavo la mia candidatura con la Lega dal palco del Teatro Nuovo di Gubbio, una città da sempre amministrata dalla sinistra e lo facevo proprio nel giorno del dodicesimo compleanno di mia figlia: in questi 37 giorni di campagna elettorale ho compreso con ancora più forza che l’Umbria non deve morire per rinascere e che le motivazioni della mia scelta erano quelle giuste e non più procrastinabili”. Ad affermarlo la candidata della Lega, Paola Fioroni, che tra le sue motivazioni ricorda quella di “poter incidere nelle politiche sociosanitarie di questa Regione, riportando sul territorio l’esperienza maturata in oltre quindici anni nel mondo dell’associazionismo con la partecipazione attiva a tavoli ministeriali e comunitari”.

“Il recente passato della nostra regione e le attuali dinamiche distorsive di un’alleanza politica innaturale - prosegue Fioroni- ci fanno percepire il cambiamento come necessario, poiché non ci mostra altre possibilità di sviluppo e altre possibilità di rinascita umana. Questo passato deve essere completamente superato per impedirne la sua stratificazione nel presente. Oggi più che mai, sono convinta che la meritocrazia e le competenze debbano essere al centro dell’azione politica della nostra Regione, perché i nostri figli trovino lavoro e non debbano fuggire all’estero, perché le giovani coppie famiglie tornino a far figli e perché i tanti vulnerabili di questa Regione tornino a nutrire speranze di poter migliorare la loro qualità della vita. Senza tutto questo la politica fallisce e per questo voglio continuare ad essere al servizio della comunità perché i lavoratori precari, gli anziani soli, i giovani delusi e senza futuro, i disabili senza autonomia, le famiglie vulnerabili non si sentano più sole”.

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“L’Umbria non ha più tempo - conclude la candidata della Lega - è ora necessario il risanamento di una frattura che ha creato mostri, nati dalle viscere di un sistema iniquo, perché la nostra regione rinasca senza morire, attraverso una politica che crei un diaframma tra sé e i concorsi pubblici e si avvicini invece ai cittadini, quelli che ho incontrato e ascoltato numerosi nelle ultime settimane, specialmente i vulnerabili e i rassegnati. Esorto tutti i cittadini Umbri a partecipare al voto di domenica prossima, voto in cui dovranno esprimere il loro disagio per la condizione in cui siamo costretti a sopravvivere e la speranza per un vero cambiamento di un sistema che oggi li costringe o all’espatrio o all’accettazione di condizioni di vita e lavoro che i loro genitori avrebbero considerato indegne”.

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