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Elezioni regionali Umbria, Umbria dei Territori non partecipa: "Candidature frutto della solita logica dei tavoli romani"

Il movimento civico invita i candidati a sottoscrivere il loro "manifesto" per il cambiamento dell'Umbria

Umbria dei Territori non parteciperà alle elezioni regionali. L'annuncio della decisione arriva dalla pagina Facebook del movimento che riunisce, tra gli altri, alcuni sindaci umbri, tra cui Stefania Proietti, primo cittadino di Assisi indicata come possibile candidata da Di Maio (che ridimensionò poi l'affermazione, indicandola come una dei possibili). 

Umbria dei Territori rientra in quella ampia coalizione di ispirazione civica che si riconosce sotto alla definizione di Umbria civica, verde e sociale e in quel manifesto a cui aveva aderito anche Andrea Fora. Udt esce dalla tensone, con una "scelta difficile ma coerente con il proprio percorso politico e con le profonde ragioni che sono alla base della sua stessa esistenza".

Udt - si legge nella nota - "nasce per ribaltare la piramide, nasce quale radicale alternativa di sistema, in un'ottica in cui i territori, la partecipazione dal basso, la condivisione delle scelte, sono elementi fondanti, prima del progetto politico e poi, conseguentemente, di quello programmatico e di rappresentanza. Un progetto i cui rappresentanti, in questi mesi, non hanno mai avuto né manifestato velleità di candidature, avendo sempre lavorato ad un quadro ampio e competitivo, senza protagonismi di alcun tipo.
La natura di Udt è inconciliabile con qualsiasi esperienza che abdichi a questi principi, consegnando ai partiti, agli accordi e ai tavoli romani il futuro dell'Umbria. Discontinuità e rinnovamento possono nascere solo in un percorso che, a monte, determina le condizioni per un reale cambiamento. Questo è e resta il senso alto del nostro progetto politico, questo l'impegno etico e politico che ha legato le nostre esperienze civiche territoriali, questo il motore della coalizione Civica, Verde e Sociale, costruita con alleati che hanno, sin dal primo momento, condiviso e rafforzato la nostra impostazione. Abbiamo preso atto del repentino stravolgimento del quadro politico nazionale, che ha inevitabilmente modificato anche le dinamiche regionali e scomposto la nostra coalizione. Rispetto a tale sommovimento la nostra capacità di incidere non poteva che essere relativa. In tutto questo, tuttavia, una soluzione che potesse mettere in relazione il bene degli umbri con le dinamiche nazionali sarebbe ancora stata possibile".

Perché, sostiene ancora Udt, "il patto civico offerto agli umbri dal Movimento Cinque Stelle si rivolgeva direttamente ed esplicitamente al nostro impegno e alla nostra prospettiva, mescolando le istanze di rinnovamento e di discontinuità, con un’esperienza regionale di grande radicamento territoriale, di inversione di metodo e di alternativa di sistema. “Patto” che, invece, ha ceduto a vecchie logiche e schematismi, che ne hanno svilito il significato. La scelta di Udt di non partecipare alle elezioni serve a salvaguardare lo spirito e la natura del progetto stesso, non svilendone gli obiettivi, che sarebbero sacrificati sull'altare della contesa elettorale: non ci schiacciamo sulle logiche di una battaglia di potete senza cambiamento e guardiamo al futuro, ma continueremo ad essere ben presenti nel dibattito politico".

La non partecipazione all'appuntamento elettorale, insomma, non significa la rinuncia a questo progetto che continua a essere vivo e che propone ai candidati presidente della Giunta e leliste presenti nelle diverse coalizioni "a sottoscrivere pubblicamente tre punti qualificanti della nostra filosofia di governo del cambiamento per l’Umbria". Ovvero che "la prossima legislatura abbia carattere costituente - si riscriva il profilo istituzionale della Regione: dalla “città-regione” al nuovo policentrismo basato su aggregazioni funzionali (servizi, scuola, trasporti, sanità, imprese) e su accordi infraregionali/extraregionali, demandando alla Regione il coordinamento e l’armonizzazione; si promuova la nascita delle “Conferenze territoriali” per gestire la programmazione regionale. si riscriva la legge elettorale regionale garantendo diritto di tribuna alle diverse articolazioni territoriali della regione". 

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