Pd nel caos, è scontro frontale: schiaffo dei '104' a Verini, "assemblea autoconvocata"

I 104 rispondono al commissario con la convocazione dell'assemblea regionale. Partito a pezzi

E adesso è a mazze chiodate. Nel Partito Democratico dell'Umbria regna il caos e lo scontro è frontale. Lunedì il commissario Verini riunisce il "gruppo dirigente effettivo e allargato" a Ponte San Giovanni? I '104', per tutta risposta, scelgono la via della guerra: autoconvocazione dell'assemblea regionale. 

Pd nel caos, la lettera di Verini non basta ai '104': "Non conta nulla, per sciogliere l'assemblea serve un provvedimento del nazionale"

Possibilità di mediazione? Neanche l'ombra: "Un atto ufficiale, al contrario dei tanti che si sono visti in questi mesi, che il commissario Verini non potrà rifiutare, e che servirà per ristabilire il sano e trasparente confronto in una comunità che ha bisogno di ritrovare serenità e proiettarsi verso nuove sfide". Insomma, alla pugna. 

Ah, e poi c'è la lettera e il curioso caso del doppio finale. I 104 di matrice bocciana-mariniana, partono alla carica: "Non c’è luce in fondo al tunnel di questo limbo in cui il nostro partito è stato trascinato dopo il commissariamento della segreteria del Pd. Un limbo fatto di omissioni, scarso dialogo e alcun confronto, al netto degli artificiosi organismi nati dalla fantasia del commissario, che dovrebbero andare a sostituire l’unico organo legittimato, che c’è ancora e che, stando alle missive complete arrivate dal Nazareno, non è stata ancora sciolto". 

Ovvero: la lettera diffusa da Verini, quella che doveva mettere fine alle polemiche e allo scontro all'ultimo sangue, secondo i 104, è priva di un pezzo. E loro fanno girare questa versione: "Carissimo, a seguito della vicenda giudiziaria che ha coinvolto il segretario regionale dell’Umbria, con conseguente privazione della sua libertà personale, la direzione nazionale ha disposto il commissariamento del Pd umbro e la nomina di un commissario allo scopo di svolgere le funzioni del segretario, nel frattempo dimessosi dalla carica e dal partito. In seguito a tali eventi il Pd nelle elezioni locali ha riportato sconfitte, che segnano in negativo l’andamento elettorale rispetto al resto del panorama nazionale. Nonostante i tentativi esperiti allo scopo di dare al partito un assetto dirigenziale provvisorio, condiviso e plurale non si è placata una aspra conflittualità interna che, anche a causa di prese di posizione pubbliche, ha ulteriormente esposto il nostro partito al rischio di un grave discredito. A tale situazione occorre reagire ristabilendo un quadro di chiarezza e mettendo il Pd umbro nelle condizioni di rivolgersi alla società regionale con il necessario grado di discontinuità. Si ritiene a questo punto opportuno e necessario ribadire che, al fine di celebrare in un tempo congruo un congresso che riavvii Il normale svolgimento della vita democratica interna, ai sensi dell’Art. 17 dello Statuto, su delega del Segretario nazionale, si intendono revocati tutti gli organismi del Pd umbro eletti congiuntamente al segretario Bocci. Per le ragioni illustrate, sentita la Commissione nazionale di Garanzia, saranno assunti tutti gli atti formali necessari a perfezionare l’iter di commissariamento nella direzione sopra precisata". 

Pd nel caos, Verini tira fuori la lettera: "Basta estremismi rissosi, pensiamo al futuro dell'Umbria"

Detto con la maniera dei bocciani-mariniani: "Il caso è proprio questo: Verini ha diffuso una lettera della segreteria nazionale, omettendo la parte della missiva in cui si chiarisce un’intenzione, quella di sciogliere l’assemblea, e che di fatto certifica anche come l’assise al momento sia in vigore e che lo fosse, quindi, anche il 12 giugno, quando presentammo le firme per chiederne la convocazione".

Ci vuole Zingaretti? Sembra proprio di sì: "Ecco quindi il nocciolo della questione: tanto fumo e niente arrosto - caricano i '104' - . Tante lettere senza valore, pochi atti ufficiali. Come sa benissimo il commissario Verini, per sciogliere l’assemblea regionale del Pd serve un atto ufficiale, esattamente come quello che commissariò la segreteria. Tutto questo ancora non c’è stato e la segreteria nazionale ha solo annunciato l’intenzione di farlo. Sta al Nazareno la possibilità di risolvere questo intricato rebus con ufficialità e chiarezza".

E nel dubbio, mazze chiodate e giù: "Quanto a noi, essendo l’assemblea, il luogo unico per la discussione democratica, nel pieno della sua funzionalità, abbiamo deciso di chiedere al Presidente dell’Assemblea regionale, ex art. 12 comma 9 dello Statuto, di convocare in via straordinaria, entro venti giorni dalla presentazione del ricevimento della lettera, l’Assemblea Regionale per dibattere e deliberare il seguente ordine del giorno: determinazione in ordine al disposto dell’Art. 16, comma 8, dello Statuto Regionale del PD dell’Umbria; Dimissioni del Tesoriere Regionale - determinazioni; Indirizzi per la stesura delle linee programmatiche e delle candidature in vista delle prossime elezioni regionali. Il tutto corredato dalle firme dei componenti dell’Assemblea previste dallo Statuto e che saranno presentate lunedì mattina al Partito democratico di via Bonazzi".

Che il duello abbia inizio: per le candidature al consiglio regionale, per la candidatura del presidente, per la guida del Partito Democratico. 

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