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Provincia Perugia, la base del centrodestra ai vertici: è Zuccarini l'uomo giusto. Centrosinistra spinge sulla Proietti ma...

Gli appassionati della politica di palazzo hanno fatto e rifatto i conti su chi è in vantaggio sulla base dei comuni conquistati da centrodestra, centrosinistra e civici: ipotesi testa a testa

Il 18 dicembre si voterà per la Provincia. Anzi, i nostri rappresentanti nei comuni voteranno il rinnovo del consiglio provinciale e il presidente dell'ente (declassato di secondo livello) di Piazza Italia. La Provincia resta, per quanto sembra assurdo dopo riforme e contro-riforme, uno spazio amministrativo importante per i territori mantenendo due aspetti importanti della vita umbra: scuole e strade (comprese quelle regionali). Gli appassionati della politica di palazzo hanno fatto e rifatto i conti su chi è in vantaggio sulla base dei comuni conquistati da centrodestra, centrosinistra e civici (che sono gli elettori da convincere). Il risultato è il seguente: praticamente se tutti gli aventi diritto andassero a votare il centrodestra sarebbe avanti di un 0.8 per cento.

Praticamente un testa a testa roba da andare a prendere a casa i grandi elettori - ribadiamo consiglieri comunali, sindaci e assessori - e portarli alle urne a Perugia. Ma sui nomi del centrodestra e del centrosinistra alla carica di presidente ancora massima incertezza e strane valutazioni che stanno creando molti, anzi moltissimi, mal di pancia. Non mancano nomi e ambizioni: il candidato del centrodestra più civici spetta nel perugino alla Lega. Il nome forte, anzi fortissimo è uno solo: Stefano Zuccarini, sindaco di Foligno, pronto a dare il proprio contributo e portatore di voti pesanti visto il voto ponderato che fa valere di più i grandi comuni rispetto a quelli medi e piccoli. Per le elezioni provinciali non vale la formula una testa, un voto; più si è grandi più si conta. Ma Zuccarini non è l'uomo forte - in grado di portare per la prima volta nella storia il Palazzo al centrodestra - soltanto perchè gestisce la terza città dell'Umbria. Eh già: è ben voluto da Forza Italia e Fratelli d'Italia e potrebbe pescare anche in alcuni gruppi misti nei comuni della sua area.

Inoltre Zuccarini può risvegliare anche quel sentimento della mai nata terza provincia che vuole contare di più sullo scacchiere politico. Eppure... il segretario regionale della Lega Virginio Caparvi deve ancora sciogliere la candidatura - prevista riunione via online con il direttivo - dato che sulla sua scrivania c'è anche un'altra candidatura in quota lega: il sindaco di Gualdo Cattaneo, Petruccioli. Addirittura i rumor parlano di un vantaggio su Zuccarini tanto è vero che interi settori della Lega e di Fratelli d'Italia sono insorti o lo stanno facendo in queste ore. Petruccioli è un ottimo sindaco ma di un comune intorno ai seimila abitanti. Facile da capire che i parametri elettorali previsti per la provincia, senza una coalizione granitica (che non c'è), penalizzano molto su un rush finale che si annuncia testa a testa.

Insomma, tradotto senza tanti giri di parole: Zuccarini potrebbe farcela, Petruccioli pure ma compiendo un vero e proprio miracolo e alcuni variabili, a questo punto, non dipendono neanche dalle sue capacità (ribadiamo che è un ottimo sindaco). Addirittura meglio posizionata del primo cittadino gualdese, ci sarebbe la sindaca di Marsciano, Mele, che senza tanti fronzoli o ideologie sta governando Marsciano. Eppure alcuni dirigenti temono molto di più di perdere una "tessera" di un primo cittadino - se non candidato - rispetto all'occasione storica di poter andare al governo della Provincia di Perugia. Ma c'è anche un altro aspetto che va in favore del sindaco di Foligno - sempre che lui decida di non candidarsi -: il centrosinistra vuole ribaltare il risultato con la sindaca più civica e più fuori dagli schemi di tutta l'Umbria: ovvero Stefania Proietti. Lei, secondo i rumor, non vorrebbe e sta facendo resistenze prendendosi del tempo.

Contro Zuccarini - per i motivi spiegati - probabilmente ribadirebbe la sua non disponibilità. Perchè rischiare di perdere quando si è sulla cresta dell'onda? Quando il futuro prossimo potrebbe portare in altri lidi? Contro Petruccioli il discorso è diverso e il pensiero potrebbe mutare. Se la Stefania dice di no, il centrosinistra si troverebbe a dover vagliare due nomi in particolare: lo spoletino - residente a Perugia - Sisti appena eletto sindaco o ridare - cosa improbabile - a Città di Castello la eventuale gestione della provincia. Il nome a sorpresa: il castiglionese Burico, al primo mandato, e signore dell'area del Trasimeno. Quel Lago che ha resistito alla tentazione leghista dei tempi d'oro. 

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