rotate-mobile
Politica

Elezioni a Perugia, piano regolatore sotto i riflettori. Ferdinandi: "Dovrà tendere al consumo di suolo zero"

La frecciata a Margherita Scoccia: "L'amministrazione ha avuto dieci anni per farlo, di cui cinque con l'assessore. Tempismo sospetto"

La base per la Perugia che verrà irrompe nella campagna elettorale per le elezioni comunali di giugno. Sì, sul serio: il piano regolatore si prende i riflettori e diventa oggetto del contendere.
Con ordine. Margherita Scoccia, attuale assessore all'urbanistica della giunta Romizi e candidata del centrodestra più civici a sindaco di Perugia, annuncia il suo progetto per un nuovo piano regolatore: "Dal mio punto di vista - si legge in una nota - ne serve urgentemente uno che fino a questo momento non è stato possibile realizzare perché siamo stati molto impegnati a rimettere in sesto il bilancio comunale lasciato in rosso dalla Sinistra con 35 milioni di debiti e poi nel gestire l’emergenza di una pandemia mondiale". Un piano, anticipa, "con regole più flessibili e senza consumo di suolo, per rispondere con prontezza ai cambiamenti e alle necessità dei cittadini e della città". 

Vittoria Ferdinandi, la candidata sindaca del centrosinistra più civici, vede e rilancia: "La gestione del bilancio - evidenzia con una nota -  nulla ha a che vedere con la volontà o meno di proporre una variante generale al piano regolatore. L'amministrazione comunale di Perugia ha avuto dieci anni per farlo, di cui cinque con l'assessore Margherita Scoccia delegata all'urbanistica. Desta quindi qualche sospetto che lo si annunci in campagna elettorale come uno dei primi adempimenti urgenti". 

Una volta sistemate le frecciate e sportellate elettorali tocca parlare sul serio di piano regolatore. E quindi via: "Dovrà tendere al consumo di suolo zero, così come ci chiede l’Europa entro il 2050, per altro in coerenza con l’azione di riduzione di 3 milioni di metri cubi già prevista nel piano vigente del 2002 (la previsione abnorme da 300 mila abitanti risale al Prg degli anni ‘60 e gradualmente ridotta nel tempo).  Non può essere dunque un 'provvedimento lampo' d’inizio mandato", sottolinea Ferdinandi. 

E ancora: "Il nuovo PRG richiederà una fase di partecipazione delle forze economiche e sociali, nonché dei singoli cittadini. Certamente – aggiunge – gli strumenti urbanistici vanno rivisitati, ed è nostra intenzione farlo in un ottica integrata, che punti a favorire innanzitutto la rigenerazione, il riuso del costruito in chiave di sostenibilità ambientale. Occorre pertanto ripensare profondamente la struttura urbanistica della città per dare ai cittadini condizioni di vita più confortevoli, occasioni di nuovi modi di socializzazione, servizi sociali più vicini alla loro vita quotidiana, condizioni di mobilità adeguate".

Il Piano Regolatore vigente, prosegue, "ha comunque rappresentato un cambiamento profondo nel modo di fare urbanistica rispetto ai decenni precedenti. Da politiche espansive si è passati a politiche di riorganizzazione e trasformazione qualitativa della città esistente, ridefinendo il rapporto tra città e campagna, orientando la trasformazione della città esistente in senso ecologico. Occorre arrestare le dunque scelte compiute negli ultimi anni dall’attuale Amministrazione di centrodestra, che ha promosso circa 50 varianti urbanistiche alcune delle quali con previsioni edificatorie anche in zone ambientalmente tutelate, come nell’area Pian di Massiano, nel corridoio ecologico della Genna e nel parco urbano campagna, nella zona di Vestricciano Ponte della Pietra".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Elezioni a Perugia, piano regolatore sotto i riflettori. Ferdinandi: "Dovrà tendere al consumo di suolo zero"

PerugiaToday è in caricamento