Al Circolo del Tempobono, Giubilei testa lo stato di salute del Borgo Bello e dice “Così vedo la mia Perugia”

Introduzione di Fabrizio Croce, in arte Fofo, che relaziona su temi e problemi del rione. Che, in verità, se la pasa piuttosto bene: residenti in aumento, significativa presenza studentesca, censiti ben 110 esercizi commerciali e artigianali

Un momento del confronto col quartiere (da sinistra Enzo Garghella, Fabrizio Croce, Giuliano Giubilei)

Al Circolo del Tempobono di Enzo Garghella, il candidato a sindaco Giuliano Giubilei testa lo stato di salute del Borgo Bello e dice “Così vedo la mia Perugia”. Introduzione di Fabrizio Croce, in arte Fofo, che relaziona su temi e problemi del rione. Che, in verità, se la pasa piuttosto bene: residenti in aumento, significativa presenza studentesca, censiti ben 110 esercizi commerciali e artigianali.

È una zona ricca di arte, di cultura, di emergenze storico-monumentali. Si pensi al Manu, ai tre teatri (Teatro di Sacco, Bicini, Teatro di Figura di Mirabassi), cinema Zenith, auditorium Marianum di don Francesco Spingola. E poi San Domenico e San Pietro. Ma non mancano criticità. La prima è quella della sosta e della circolazione.

Il problema dei problemi – si dice – è la chiusura della stazione di S. Anna, la cui lunga inabilità riduce i flussi e nuoce all’economia. Per non parlare del fatto che è divenuta ricettacolo di malviventi e sbandati, come dimostra l’incremento della piccola criminalità: furti, scippi, borseggio, effrazioni, danneggiamenti alle vetture, spaccio. Si racconta anche un episodio drammaticamente spassoso: un privato taglia la siepe e lo spacciatore lo accusa di avergli mandato a male 4 mila euro di “roba”, tanto che gli chiede i danni in modo perentorio, anche se… poco legale.

Temi centrali: valorizzazione degli immobili e rilancio della cultura, che vuol dire economia e aumento del coefficiente di vivibilità. Giubilei elenca le trascuratezze dell’attuale governo cittadino e sottolinea come la vera data identitaria della città sia proprio il “doppio” XX Giugno: quello delle stragi degli svizzeri e quello della liberazione. E quel monumento al Frontone ha bisogno di un dignitoso restauro. Lo stesso Frontone, dimenticati i fasti di Umbria Jazz, è ormai ridotto all’ecce homo.

Tante le idee che trovano sponda nei numerosi residenti. La più bella la lancia Orfeo Ambrosi, il “padre” della rinascita della zona. “Si potrebbe – afferma – proporre un ‘affiancamento’ giovane-anziano. La persona in età potrebbe ospitare, per un anno, uno studente che, in cambio, lo aiuterebbe in piccole mansioni, come fare la spesa, andare in farmacia, dare una presenza di compagnia e conforto”. Sono tante le iniziative che potrebbero rendere più bello e vivibile un quartiere che, in verità, è già decollato verso una rinascita che origina dall’attivismo propositivo dell’associazionismo di base.

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