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Lunedì, 26 Settembre 2022
Politica

Elezioni, le liste e i nomi del Partito Democratico. Bori: "Proposta dell'Umbria depotenziata dal Nazzareno"

Il segretario regionale: "Abbiamo raccolto e sostenuto le tante voci che iscritti e militanti, amministratori e dirigenti ci hanno fatto pervenire e ne abbiamo sostenuto le ragioni. Solo in parte ascoltate"

I nomi e i sassolini nelle scarpe. Dopo il Ferragosto al Nazzareno, le liste del Partito Democratico per le elezioni del 25 settembre vedono la luce. Ecco i candidati per l'Umbria. 

Per il proporzionale il capolista alla Camera è Anna Ascani (candidata anche in Toscana) e per il Senato Walter Verini. Al secondo posto della lista del proporzionale alla Camera c'è Pierluigi Spinelli, segretario del Pd di Terni. Seguono Claudia Ciombolini, che guida in partito ad Assisi, e Lorenzo Ermenegildi Zurlo, esponente dell'associazione Omphalos.
Per il Senato, al secondo posto c'è Manuela Pasquino, consigliere comunale del Pd a Fabro.

Nei collegi uninominali della Camera sono stati candidati Stefano Vinti, segretario del Partito democratico del Trasimeno per l'Umbria 2, e Francesco De Rebotti, già sindaco di Narni, per l'Umbria 1. Nel collegio uninominale per il Senato in lizza Federico Novelli, segretario regionale del Psi. 

Il segretario del Pd dell'Umbria, Tommaso Bori, spiega che “Il Partito Democratico dell'Umbria, in maniera unitaria e compatta, ha chiesto rinnovamento nella rappresentanza, radicamento nei territori e riconoscibilità delle candidature". Per il consigliere regionale "la comunità democratica dell'Umbria abbia presentato a Roma una buona proposta, in parte depotenziata, dobbiamo dircelo, dalle decisioni del Nazareno. Abbiamo raccolto e sostenuto le tante voci che iscritti e militanti, amministratori e dirigenti ci hanno fatto pervenire e ne abbiamo sostenuto le ragioni. Solo in parte ascoltate". 

Perché, evidenzia, "tenere insieme un processo di cambiamento simile, con un'emergenza elettorale, non è un'operazione facile: la riduzione del numero dei parlamentari, la mancanza di una coalizione solida e i meccanismi richiesti della legge elettorale hanno nelle scorse ore reso molto complicata la chiusura delle liste, chiedendo una dose ulteriore di impegno e sacrifici a tutti". 

Visto il sassolino? E' ancora lì: "Di tutto questo avremo modo di parlare dal 26 settembre - sottolinea Bori - , perché ora la priorità è un'altra: non ho dubbi però sul fatto che in modo plurale e condiviso riusciremo a condurre una campagna elettorale "ventre a terra" proprio perchè forte è la convinzione in tutti noi che il 25 settembre sarà una tappa importantissima per il nostro Paese. Già dal giorno dopo, però, dovremo rilanciare il cammino che ci sta impegnando in tutta l'Umbria ormai da diversi mesi per ricostruire una comunità politica ritrovata, messa a dura prova dalle vicissitudini degli ultimi anni".

Non è finita qui. Ancora il sassolino. Ma stavolta è romano. Ad urne chiuse, aggiunge il segretario del Pd dell'Umbria, "avremo modo di  approfondire e riflettere sulle dinamiche di interazione tra livello nazionale e chi si impegna sui territori, sul rapporto tra candidature imposte e risultati, ma, fino ad allora, ci dedicheremo alla campagna elettorale perché la posta in gioco è più alta dei destini personali e dei percorsi carrieristici: si rischia di consegnare il Paese ad una destra pericolosa e reazionaria. Per dirla con le parole del segretario nazionale: se vincono queste destre saranno l'Italia e i diritti degli italiani ad andare indietro.  E noi, in Umbria, ne sappiamo qualcosa".

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