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Elezioni, il Movimento 5Stelle mette nel mirino la Regione: "Marini delegittimata, deve dimettersi"

Il riconfermato senatore Stefano Lucidi: "Il tempo dell’arroganza è finito, ed è iniziata la Repubblica dei Cittadini, e fra qualche mese inizierà anche la Regione dei Cittadini"

L’Umbria rossa delenda est. E adesso il Movimento 5Stelle, dopo le elezioni-shock del 4 marzo, sparge anche il sale perché più nulla vi ricresca, mettendo nel mirino anche la Regione Umbria e la presidente Catiuscia Marini.

Ad aprire il fuoco, in contemporanea con le dimissioni di Leonelli da segretario regionale del Pd, il riconfermato al Senato Stefano Lucidi. “Fa bene il segretario PD umbro Leonelli a dimettersi dopo la batosta elettorale di marzo 2018, e fa bene a seguire le orme del segretario nazionale post-dimissionario Renzi, e anche della Serracchiani, perché queste dimissioni faranno bene soprattutto all’Umbria che perderà un anello di congiunzione tra il nostro territorio e il giglio magico oramai appassito come un crisantemo a metà novembre”,  scrive su Facebook Lucidi.

E ora, Palazzo Donini: Ma queste elezioni restituiscono un dato ancora più importante, e cioè che il PD umbro non rappresenta più il territorio e la maggioranza dei cittadini, perché a conti fatti oltre il 60% della popolazione non vuole il PD al Governo della Regione Umbria e non vuole la giunta di Catiuscia Marini”.

L’attacco prosegue: Pd, Marini, Regione Umbria. Tutti sotto il fuoco di fila: “E il problema è proprio questo, perché mancano ancora due anni alle elezioni regionali, e molte decisioni verranno prese nel frattempo in questa Regione, da una giunta ovviamente delegittimata dal suo territorio. Servirebbe piuttosto una presa d’atto da parte di queste persone, per comprendere che non possono decidere d’ora in avanti, in maniera distaccata da quanto è successo il 4 marzo 2018. Anche nella nostra Regione. Non erano bastati gli arresti di 3 amministratori PD a Terni a far perdere la faccia a tutto il Pd umbro, allora speriamo almeno che il voto del 4 marzo gli serva per capire che il tempo dell’arroganza è finito, ed è iniziata la Repubblica dei Cittadini, e fra qualche mese inizierà anche la Regione dei Cittadini”.

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