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Domenica, 16 Giugno 2024
Politica

Elezioni europee, Masini: "Sui diritti Lgbtq+ cittadini più avanti della politica"

La candidata di Azione per la circoscrizione Centro: "Lotto affinché non si torni addirittura indietro"

“Il 17 maggio si celebra la Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Bifobia e la Transfobia perché proprio in quel giorno, nel 1990, l’omosessualità fu tolta dalle malattie mentali dall’OMS. Io sono cresciuta e ho sviluppato i miei sentimenti e la mia personalità in un momento in cui avrei potuto essere considerata legittimamente una persona malata. Da allora ho visto fare passi avanti, sebbene lenti, al paese, soprattutto ai suoi cittadini più che alla politica (73% italiani si dichiarano favorevoli al matrimonio egualitario, ad esempio), ma questi passi ancora non sono sufficienti”. È quanto dichiarato da Barbara Masini, ex Senatrice che a Palazzo Madama fece un discorso divenuto virale in difesa del DDL. Zan, e ora candidata al Parlamento Europeo per Azione-Siamo Europei nel collegio Italia Centrale (Lazio, Toscana, Marche e Umbria).

“Oggi ancor più lotto affinché non si torni addirittura indietro, come tanti stanno cercando di fare, perché un paese come l’Italia, fondatore della UE e protagonista nel mondo, non può permettersi di essere solo al 25% di piena uguaglianza senza percepire la vergogna e il brutto messaggio che questo dato porta con sé”.

L’ex Senatrice ha evidenziato come, a distanza di 3 anni dalla discussione parlamentare sul disegno di legge Zan, la situazione in Italia per quanto riguarda la pari eguaglianza dei suoi cittadini e la tutela della sicurezza e dignità delle persone lgbtq+ non sia migliorata ma, al contrario, sia peggiorata.  “Il noto rapporto ILGA Europe 2024 – continua Barbara Masini” pubblicato proprio alla vigilia della giornata internazionale contro le discriminazioni omolesbotransofobiche del 17 maggio, certifica infatti come l’Italia abbia perso due posizioni dall’anno 2022, passando dal 34° al 36° posto, su 49 paesi europei analizzati.

La “mappa arcobaleno” ILGA analizza l’uguaglianza e la tutela delle persone della comunità LGBT+ in 49 paesi del continente europeo, alcuni dei quali hanno fatto passi in avanti nell’ultimo anno, come l’Estonia e la Grecia, che hanno reso possibile il matrimonio egualitario e l’adozione per coppie dello stesso sesso, e la Germania che ha approvato una norma per reprimere i crimini d’odio come in Italia si era tentato con la legge Zan, appunto , mentre l’Italia retrocede in fondo alla classifica, dietro addirittura all’Ungheria di Orban, in base a un’analisi fondata su ben 75 indicatori.

“Non è sicuramente una coincidenza questa perdita di posizioni in classifica e alcune iniziative del Governo Meloni, tese a una guerra ideologica verso le famiglie omogenitoriali e i loro figli, per esempio - continua Barbara Masini - così come il clima di insicurezza e paura per le persone lgbtq+ alimentato nel nostro Paese da un aumento di violenze e aggressioni e dalla assenza di politiche di inclusione sociale e non ultimo dall’osannare in TV e politica personaggi che fanno dell’aggressione verbale a una comunità il loro biglietto in prima classe per una facile elezione al Parlamento Europeo. Un successo personale costruito sulla pelle e la serenità della vita degli altri.”

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