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Elezioni comunali, intervista a Gino Puletti (Progetto Perugia): "Rilanceremo l'ex lanificio di Ponte Felcino: ecco come"

Il consigliere di Progetto Perugia fa un bilancio dei suoi 5 anni in consiglio e spiega le priorità per Perugia oltre che la collaborazione con la Regione per ridare un ruolo al grande stabile del Ponte

Continua il nostro viaggio politico tra i candidati civici e politici che corrono per il rinnovo del Consiglio comunale di Perugia. Abbiamo intervistato Gino Puletti, consigliere uscente di Progetto Perugia, per fare il punto sul lavoro svolto, le priorità future e il progetto di rilancio fortemente voluto da lui dell'ex lanificio di Ponte Felcino.

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Dopo un primo mandato da consigliere di maggioranza è necessario presentare un bilancio di quanto si è prodotto e le sfide portate avanti a livello politico.

"I cinque anni trascorsi di consiliatura sono stati molto intensi, durante i quali mi sono impegnato con continuità ad essere un ponte tra l’amministrazione ed i cittadini. In Consiglio Comunale ho proposto atti che impegnano la Giunta ed il Sindaco in azioni molto concrete, che toccano i temi più disparati; nel sociale per potenziare i distretti sanitari ed i consultori a vantaggio delle persone anziane, per il disagio giovanile, per le giovani donne in difficoltà durante la gravidanza; nell’ambiente fino alle opere infrastrutturali, per la promozione delle comunità energetiche rinnovabili nei distretti industriali e commerciali, per la diffusione della rete dei percorsi ciclopedonali recuperando vecchi sentieri storici che arrivano al cuore dell’acropoli. Avendo avuto dal Sindaco la delega per il fiume Tevere ed i centri storici minori, ho collaborato redigendo le schede per partecipare ai bandi del PNRR e di Rigenerazione Urbana, bandi che il nostro Comune ha vinto aggiudicandosi per l’Asta del Fiume Tevere contributi per oltre dieci milioni di euro di interventi, delineando la visione generale del “Parco Fluviale” intercomunale.

Dopo il bilancio dei primi cinque anni, essendo lei candidato con Progetto Perugia che appoggia Margherita Scoccia sindaco, quali sono ora le priorità per il capoluogo in direzione 2030?

"Potrei riassumere le priorità in due parole: creare “relazioni e connessioni”. Questo in continuità con quanto si è iniziato a fare negli ultimi dieci anni. Relazioni all’interno della città, dal cuore ai borghi e le periferie, incentivando la residenzialità con agevolazioni per le giovani famiglie, per le attività commerciali di vicinato, per l’artigianato di pregio, ora si può dopo dieci anni di risanamento finanziario, mettendo a sistema la mobilità sostenibile esistente con quella in fase di progettazione esecutiva, sollecitando la Regione per trasformare veramente ed urgentemente l’ex F.C.U. in metropolitana di superficie, seguire con grande decisione i progetti di viabilità stradale e ferroviaria, compreso il potenziamento del servizio del Frecciarossa, capaci di dare linfa vitale al capoluogo. Relazioni tra l’amministrazione comunale e la comunità scientifica e della cultura, università, accademie, fondazioni, associazioni di categoria, per collaborare nella predisposizione dei progetti e delle strategie per le politiche del Verde, dell’Urbanistica, della Cultura, del Turismo, dell’Ambiente, con una visione organica del governo della città. Alla base di tutto il tema la “sostenibilità”, che significa durabilità, requisito fondamentale per affrontare la rivoluzione della Transizione Ecologica.

Uno dei suoi progetto più ambiziosi è quello di dare nuova vita all'ex lanificio di Ponte Felcino. A che punto stiamo visto anche l'impegno promesso anche dalla Regione?

Il Complesso dell’“Ex Lanificio di Ponte Felcino” rappresenta la prima industria dell’Umbria, costruito nel 1859, la cui attività partì a pieno regime nell’anno 1862, è un sito di archeologia industriale di grandissimo interesse. E’ una realtà che mi sta particolarmente a cuore perché sono nato e vissuto in questo luogo, sentendo l’odore della lana ed il rumore dei telai, quando la sirena chiamando ai turni di lavoro scandiva le ore delle nostre giornate. In passato anche recente sono stati presentati dei progetti per il suo riuso, ipotizzando un mix di ipotetiche destinazioni, che non hanno trovato però un esito positivo. Si tratta di un complesso immobiliare di grandi dimensioni ed ogni ipotesi di riutilizzo sarà comunque economicamente impegnativa. Ritengo che la politica non debba lanciare ipotesi su cosa farci, quanto piuttosto creare i presupposti perché l’imprenditoria illuminata, dinamica ed intrapprendente abbia tutti gli strumenti per mettere in campo le proprie idee ed i propri progetti. La poltica non deve sostituirsi all’imprenditoria, ognuno deve fare il suo aperto alla collaborazione. E’ proprio per questo che in accordo con il Sindaco mi sono attivato oramai da più di un anno dando vita ad un tavolo di lavoro propositivo, con la partecipazione della proprietà del complesso, in dialogo con l’assessorato alla programmazione europea della Regione nella persona di Paola Agabiti. L’Assessore sta interloquendo con alcuni organi ministeriali ed in particolare con il Ministero della Cultura, per valutare il ventaglio di possibili finanziamenti, legati anche al PNRR ed alla Rigenerazione Urbana. Ho vauto conferma che a breve l’assessore ci potrà illustrare un primo resoconto. Solo questa strategia, grazie alle opportunità finanziarie europee, darà modo all’imprenditoria di intrapprendere progetti dove il primo requisito della sostenibilità economico sia soddisfatto. Il mio desiderio, in funzione anche degli sviluppi politici futuri, è quello di coinvolgere ove necessario al tavolo di lavoro anche l’Università degli Studi, l’Università per Stranieri, l’Accademia delle Belle Arti, i rappresentanti delle Associazioni di Categoria dell’Artigianato e dell’Industria, per creare una visione progettuale credibile, concreta e sostenibile sotto ogni punto di vista. L’esito positivo di questo progetto potrebbe portare risorse economiche per un benessere diffuso anche sotto il profilo sociale a tutto il  territorio.

Criminalità e  infiltrazioni mafiose nelle frazioni e nelle zone industriali di Perugia e del perugino, sono presenti e in crescita. Come muoversi e soprattutto come farlo? 
E’ un tema complesso, che in primis dipende dalle politiche del governo centrale. Ma anche le amministrazioni territoriali possono fare qualche cosa di efficace. Anche qui creare relazioni e connessioni, con le associazioni di categoria per il monitoraggio delle attività, con gli organi di sicurezza, con il sistema bancario e la magistratura il tutto sotto il coordinamento della Prefettura. Dialogo continuo tra le istituzioni e condivisione delle informazioni e delle strategie. Promuovere la cultura della legalità nelle scuole.

In una competizione elettorale come quella perugina dove sono tornati ad essere dominanti i partiti tradizionali, perché gli elettori dovrebbero invece affidarsi ai civici e in particolare perché votare Progetto Perugia?                   
Il problema dei partiti è quello di avere portato ingenerze su tutto, svuotando di fatto l’anima della politica che è quella di risolvere problemi, di mettere in campo strategie e progetti dove al centro ci siano sempre i soggetti più deboli e più fragili, chi non ha voce. Al contrario le strategie sono state orientate sempre più verso la conquista e la conservazione del potere. Questo è successo anche a Perugia nei deceni passati. Le liste civiche hanno portato una ventata di aria nuova, mettendo al centro le persone ed i loro problemi. Progetto Perugia è un esempio emblematico proprio per questo, perché abbiamo dimostrato che per attuare politiche sociali, dai 9 milioni annui del 2014 siamo arrivati a 22,6 milioni annui del 2024, per attuare politiche di rigenerazione urbana, di salvaguardia dell’ambiente e della sostenibilità non è necessario appartenere ad una determinata area politica o avere le tessere solo di certi partiti, ma occorrono tre requisiti: sensibilità, competenza e concretezza. Se poi manca la concretezza i primi due da soli rischiano ridurre la politica ad una retorica velleitaria. Per questo serve un soggetto politico come Progetto Perugia al governo della città.

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