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Elezioni comunali 2018, per la Marini il bicchiere del Pd è mezzo pieno: "Ma Terni è una sconfitta"

L'analisi della presidente della Regione Umbria e le indicazioni per i ballottaggi del 24 giugno

C’è una Catiuscia Marini presidente della Regione Umbria. E c’è una Catiuscia Marini vertice del Partito Democratico. Ma soprattutto, ci sono i risultati delle elezioni amministrative in otto comuni della regione. E tre ballottaggi pesanti: Spoleto, Umbertide e, soprattutto, Terni (con un boom Lega – primo partito della città – che sfiora il 30%).

L’analisi della governatrice si divide in due. Prima la parte istituzionale: “Come Presidente di Regione voglio prima di tutto congratularmi e fare gli auguri di buon lavoro a tutti i sindaci eletti in Umbria, nella tornata amministrativa di ieri. In particolare ai sindaci riconfermati, che hanno ottenuto una netta affermazione personale e di fiducia dei cittadini, anche per il lavoro svolto, come Cristian Betti a Corciano, Letizia Michelini a Monte Santa Maria Tiberina e Bernardino Sperandio a Trevi. Congratulazioni e auguri di buon lavoro anche ai sindaci di Cannara, Fabrizio Gareggia e di Passignano sul Trasimeno, Sandro Pasquali”.

Fino a qui la parte istituzionale. Ora arriva quella di partito. Il Pd? Bene, ma non benissimo. Con il macigno Terni attaccato al collo non si va lontanissimo. Anche se il successo di Betti a Corciano al primo turno è un balsamo poderoso.
 

Per Catiuscia Marini “per i candidati sostenuti dal Partito Democratico in queste elezioni amministrative  la competizione elettorale si è svolta in una fase particolarmente complessa per le vicende elettorali che hanno contraddistinto il negativo risultato del PD nelle scorse elezioni politiche del 4 marzo, e per il percorso istituzionale che ha portato al governo dell’Italia la coalizione Lega-M5S con politiche marcatamente di destra e fortemente alternative, sul piano dei valori, alla storia del PD e di tutto il campo politico democratico e di sinistra. Anche per questo, accanto alla positiva affermazione al primo turno delle amministrative in Umbria, che ha visto la vittoria di 4 sindaci su 5 sostenuti dal PD e con il ritorno, dopo 15 anni di opposizione, di una maggioranza di centro-sinistra a Passignano sul Trasimeno, il risultato appare ancor più significativo. Inoltre l’affermazione delle candidate della società civile di Umbertide, Paola Avorio, e di Spoleto, Camilla Laureti, - che affronteranno con competenza e capacità il turno di ballottaggio del prossimo 24 giugno – come espressione di progetti politici nuovi, più aperti all’apporto civico, che potrà dare a queste due città per la prima volta donne sindaco, rappresenta un valore al quale tutto il PD dell’Umbria, a cominciare proprio dai sindaci neo-eletti, non farà mancare il suo apporto”.

Fino a qui tutto bene (con molta sorpresa). Ma dopo il dolce, viene l’amarissimo acciaio. E tanta autocritica democratica: “Ovviamente la vicenda di Terni, città capoluogo di provincia, rappresenta per il PD non solo la sconfitta di una competizione elettorale, ma il segno evidente di una lunga difficoltà a garantire una maggioranza stabile all’interno dell’amministrazione comunale ed una incapacità della classe dirigente a fare uno scatto in avanti e trovare i punti di incontro e solidarietà per costruire un nuovo progetto di governo della città. Un progetto ed una idea di Terni quale città innovativa e sostenibile che pure ha visto il leale e forte impegno dei Governi nazionale e regionale che con strumenti quali l’accordo di programma per l’area di crisi industriale complessa, agenda urbana, il contratto per la riqualificazione delle periferie, i piani idrici – solo per citarne alcuni -  garantirà, come mai avvenuto in passato, una programmazione di risorse finanziare significative a disposizione della città”.

Vincere le elezioni? Una missione quasi impossibile. E quindi, spiega la Marini, “voglio dunque ringraziare la generosità e la onesta disponibilità di una persona perbene e professionalmente qualificata come Paolo Angeletti che si è messo a disposizione come candidato sindaco, pur nella consapevolezza della difficoltà e straordinarietà dell’attuale fase politica attraversata dal Partito Democratico nella città di Terni”. Come a dire: più di così c’era solo il miracolo.

Ma non è finita qui. Perché la Marini ne ha anche per i ballottaggi. Dove c’è il Pd, bene. Ma a Terni? Cosa faranno gli elettori del centrosinistra a Terni, dove si sfidano – ironia della sorte elettorale – le due forze del Governo, Lega e 5Stelle? “In questo turno amministrativo  - spiega la Marini - nel quale le alternative al Pd, al centro sinistra e al civismo riformista e progressista, non vedono affermarsi,  in nessun comune,  il radicamento espresso nelle recenti elezioni politiche dal M5S e vedono invece definirsi un campo della destra ad esclusiva trazione leghista, come in particolare avvenuto nella città di Terni, modificando anche il campo di un centro destra moderato e liberale che si era strutturato negli anni passati”.

Trazione verde-ruspa anche in Umbria. Ergo? “Nelle due città di Umbertide e Spoleto che andranno al ballottaggio sono certa che le candidate sindaco Avorio e Laureti dialogheranno con le forze civiche che hanno avuto una chiara e netta affermazione di consenso, per assicurare amministrazioni orientate all’innovazione, al cambiamento riformista e adeguate ad interpretare le aspettative della maggioranza dei cittadini di quelle comunità”.

A Terni, invece, “la responsabilità istituzionale e democratica mobiliterà anche gli elettori del centro sinistra e del PD verso quelle figure che si caratterizzeranno, nel turno di ballottaggio,  per una assonanza della nostra idea di futuro della città, basata sul lavoro e sull’impresa e che ha trovato la sua sintesi più innovativa nei documenti relativi al riconoscimento dell’area industriale di crisi complessa di Terni e Narni, e per una vicinanza agli elementi valoriali e solidaristici più coerenti con i principi della carta costituzionale e con la tradizione democratica del lavoro e della solidarietà della città di Terni e dell’Umbria”. In estrema sintesi dal Marini-pensiero: Pd, bene ma non benissimo. C’è ancora molto da fare.

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