Ballottaggi, il Pd ci crede: "Programmi e persone per vincere le amministrative. Aperti e civici per le prossime regionali"

In vista dei secondi turni, il commissario Verini, candidati e sindaci eletti tirano le somme: "Dove sappiamo parlare alle persone, vinciamo. Siamo ancora in piedi"

Il commissario Walter Verini riunisce al Deco Hotel gli amministratori del Pd, chi ha vinto al primo turno, chi già governa, chi vorrebbe e potrebbe farlo, assicura Verini, a partire da domenica prossima, a ballottaggi conclusi. Il voto del 26 maggio e l'appendice del 9 giugno sono il focus dell'incontro. Appuntamento elettorale al cui il Pd si presenta fiducioso, “nei programmi, nelle persone candidate, nei cittadini a cui siamo riusciti a far capire quali sono le nostre idee”, confortato da un voto, quello del primo turno, che lascia più di una speranza all'avanzata della Lega in particolare. “I ballottaggi sono a se stanti, contano le persone, il rapporto con i cittadini, la capacità di proporre idee vere e credibili”. “C'è un'Umbria fatta di persone – sintetizza – che rappresentano il futuro di questo territorio, sono decisive per il suo futuro e che hanno un ruolo centrale proprio per il loro rapporto stretto e diretto con i cittadini”. Sono gli amministratori Pd di oggi e quelli, si augura il commissario, di domani. Un partito che non può che essere aperto, “perché è inutile arroccarsi, non è autosufficiente” e in questo senso l'apertura al centro auspicata da alcuni suoi esponenti (Porzi e Guasticchi in primis) per il commissario non è uno spauracchio. “Non possiamo parlare solo a una parte di elettorato, non solo alla curva, ma a tutto lo stadio, pronti al confronto con nuove realtà che dovessero nascere. E' nella natura del Pd”. Un Pd "aperto e civico", seguendo un percorso analogo a quello delle amministrative, che potrebbe ripetersi anche in vista delle regionali. 

Oltre la tempesta, “la partita umbra – dice – è ancora aperta. Si vota in città fondamentali della regione dove il Pd ha la possibilità di dire la sua, dove ha dimostrato di essere ancora in piedi e nelle quali le forze che hanno contribuito negli anni allo sviluppo dei territori stessi non possano continuare a essere protagoniste. Le amministrative sono cosa differente rispetto alle europee, certo il risultato della Lega è stato importante, ma l'Umbria ha dimostrato di non essere una terra di conquista, non deve essere liberata”. Di una “nuova fase amministrativa e politica” da lunedì prossimo parla Francesco De Rebotti, sindaco di Narni che sottolinea come il trend dell'europee sia stato invertito da “programma e persone”. “Bisogna parlare con le persone, noi vinciamo dove sappiamo spiegare quello che siamo e quello che vogliamo fare. E allora il mio invito ai candidati al ballottaggio è di non smettere di incontrare, di parlare, spiegare. Ma dal vivo, elettore per elettore, non solo dai social” aggiunge Massimiliano Presciutti, confermato sindaco di Gualdo Tadino con il 51% a fronte di un risultato alle europee che faceva già alzare bandiera bianca. “Le partite vanno tutte giocate, fino al 90esimo e oltre”.

Ad ascoltare i “colleghi” ci sono Luciano Pizzoni e Stefano Massoli, in corsa, rispettivamente, a Foligno e a Marsciano. “Continuiamo a lavorare con entusiasmo per raggiungere la vittoria, il nostro è un progetto importante, un progetto che sta in piedi e che mette insieme due anime, Pd e liste civiche – spiega Pizzoni, manager prestato alla politica - Un'idea di amministrazione che guarda ai cittadini che si vuole alla collettività”.

“Siamo convinti della nostra proposta e altrettanto convinti che i nostri cittadini non seguano l'onda, ma abbiano la volontà di appoggiare un progetto portato avanti da persone che conoscono il territorio, le sue forze e le sue necessità . Per questo rivolgo alle altre forze di centrosinistra un appello all'unità contro una destra che ha come unica proposta quella di armare la polizia municipale”

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