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Elezioni 2018, la Lega spara sul Pd: "Una banda di cialtroni, sfratteremo la Marini dalla Regione"

Il Carroccio presenta i candidati per Camera e Senato: "Noi siamo la rivoluzione del buon senso"

Fase uno: Roma, elezioni politiche e leadership del centrodestra. Fase due: Regione Umbria ed elezioni regionali. La Lega taglia il Nord dal nome, vira verso il blu e schiera i candidati dell’Umbria per le elezioni di marzo. Il mirino, però, è sempre puntato sul Partito Democratico.

Il commissario Stefano Candiani passa direttamente alla mazza chiodata, per sottolineare l’aria che tira in casa Carroccio: “In Umbria serve un governo serio, non come quello del Pd. Quello che faranno i nostri candidati, nei prossimi giorni, sarà andare a parlare alle gente della rivoluzione del buon senso, come dice Salvini. L’Umbria è una regione dalle potenzialità straordinarie, che non può essere lasciata in mano a una banda di cialtroni, lo dico senza timore di smentita, che l’unica cosa che ha saputo fare in questi anni è riproporre se stessa in incarichi politici. Come fa il Pd, come fanno le frange del Pd, che hanno messo l’Umbria ai margini dell’economia nazionale”. E ancora: “Quando ho visto i nomi nelle liste del Pd mi è venuto da ridere. Più interessati a tirarsi i coltelli tra di loro che presentare i programmi ai cittadini”. 

VIDEO Elezioni 2018, Candiani (Lega): "Serve una rivoluzione per emarginare chi ha portato l'Umbria alla rovina"

E questa, dicono, è la Lega del buon senso:  “Noi non rincorriamo l’antipolitica – scandisce Candiani - , siamo il partito del buon senso e affidiamo i nostri programmi a gente seria. Noi chiediamo ai nostri candidati un sacrificio, di mettersi a disposizione dei cittadini. Il Pd, invece, piazza nomi qua e la per accontentare tutte le correnti”.

A rincarare la dose ci pensa Luca Briziarelli, capolista del listino leghista al Senato: “Ricorderò a tutti le bugie e le cavolate dette da Renzi”. Già, perché il segretario del Pd è candidato nella stessa arena elettorale. E Briziarelli esulta, “perché lo considero una zavorra per il Pd e lo sfido apertamente a un confronto diretto”.   

VIDEO Elezioni 2018, i candidati della Lega per Camera e Senato in Umbria: "Ecco come vogliamo rilanciare la regione"

Il capolista alla Camera, invece, Virginio Caparvi, sceglie la via della pacatezza: “Faremo una rivoluzione con il buon senso. Io ho 36 anni e so bene che l’emergenza principale dell’Umbria è il lavoro, con 20mila giovani emigrati in 5 anni”. E di nuovo sul Pd: “Fanno entrare dei disoccupati e lasciano andare via i nostri laureati. Noi vogliamo riempire le culle con il lavoro, non con l’immigrazione”. Questo, dice Caparvi, “è un errore che dovranno pagare il 4 marzo. Il 5, invece, iniziamo la rivoluzione”.
E poi c’è Goffredo Pucci di Collazzone, che è “totalmente contrario a qualsiasi forma di migrazione tra i popoli. Noi non abbiamo bisogno di nessuno, gli immigrati sono un peso”. O Chiara Tomassini, candidata nel listino proporzionale del Senato, che vuole “la certificazione del patrimonio degli stranieri che arrivano in Italia, per attestare la reale consistenza del loro patrimonio” e “asili gratis per tutti”. E, precisa, “nelle nostre liste ci sono solo umbri, non abbiamo paracadutati”.

Per quanto riguarda l’uninominale, il sindaco di Montefalco Donatella Tesei se la vedrà con Cesare Damiano, catapultato dal Pd nel collegio di Terni: “Questo è un momento drammatico dell’Umbria. La nostra scelta è quella di avere candidati del territorio, con esperienza amministrativa. Io conosco bene il collegio dove corro, conosco problemi e difficoltà. Il primo obiettivo? Dare risposte alle imprese, perché serve un modello costruito sul lavoro”. Riccardo Augusto Marchetti, che si autodefinisce “il più giovane candidato della Lega”, raccoglie la mazza chiodata di Candiani e carica su Gianpiero Bocci. Stesso collegio, uninominale Umbria 2 alla Camera: “Rappresenta chi ha distrutto la mia generazione. E’ il Pd fallimentare che ha distrutto l’Umbria. Io mi batto per le imprese e per i giovani”.

La Lega (senza il Nord), schiera le truppe per il 4 marzo. Lo slogan sui cartelli blu è “Salvini premier”, quello ripetuto è “rivoluzione del buon senso”. Quello per il 2020, invece, è già bello che pronto: “Abbiamo sfrattato la Marini da Todi, ora la sfrattiamo anche da Palazzo Donini”. 

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