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Dopo il crollo degli "Dei Rossi", tutti in attesa della Marini: rimpasto per non morire, rimpasto laboratorio centrosinistra

Occhi puntati sulla Regione perchè tre indizi possono fare una prova: ovvero rimpasto in Giunta. Ecco perché e qualche nome da prendere in considerazione

Occhi puntati sulla Giunta regionale dopo il flop del Pd alle ultime politiche del 4 marzo. Che va a sommarsi con la sconfitta nei comuni come Perugia, Spoleto, Bastia e altri piccoli centri. In più lo spauracchio delle ultime regionali dove il centrodestra è arrivato a pochi punti dalla Marini e il primo exit-pool addirittura dava in vantaggio lo sfidante Ricci. Occhi puntati sulla Regione perchè tre indizi possono fare una prova: ovvero rimpasto in Giunta.

Un'azione politica, eventuale, che potrebbe avere un triplice scopo: 1) dare freschezza all'esecutivo per intercettare idee nuove e rappresentare ambienti sociali e politici poco rappresentanti ora 2) mettere uno o due assessori in grado di far crescere partiti o movimenti politici da poi inserire nel nuovo centrosinistra umbro rimasto ormai orfano di tanti pezzi un tempo pesanti a livello elettorale 3) Un rimpasto in Giunta anche punitivo anche se andrebbe un po' contro la volontà di allargare il centrosinistra. Rischia infatti il Partito Socialista Italia  - un eletto e un assessore esterno in consiglio regionale - che per molti dirigenti del Pd non avrebbe collaborato alle ultime amministrative per via di un loro mancato candidato sul territorio.  Nomi ce ne sono? Ufficiali nessuno. Ufficiosi neanche.

Ma c'è chi è convinto che abbia molte chance Massimo Monni, socialista ex centrodestra, che da tempo ha ribadito di non riconoscersi più nel centrodestra a guida leghista. Una ipotesi supportata anche dalla stima della presidenza nei confronti del libero professionista perugino. Nell'area popolare-centristra filo Tabacci - 10mila voti la lista - c'è da segnalare al medico ortopedico Michele Berloco che ha portato la croce sia alle regionali che alle ultime politiche. A Sinistra? Si cerca di recuperare il rapporto con LeU e vari circoli della sinistra intellettuale rimasta orfana di un progetto. Qui il nome forte, bello e impossibile, è il professore Volpi. L'altro nome è quello del socialista Nilo Arcudi, uscito dal Psi, è animatore di un'associazione politica a Perugia che si è spesa per il centrosinistra e per il Pd alle ultime elezioni. 

Ipotesi e parole in libertà in attesa della conferenza stampa della Presidente Marini sul voto e sul futuro della Giunta regionale prevista per oggi pomeriggio alle ore 16,30. L'unica certezza è che il Pd vuol voltare pagina in fretta per non arrivare tardi agli appuntamenti del 2019 (comunali) e 2020. Intanto però la Marini rende chiaro il suo pensiero sul futuro Governo: "Se qualcuno pensa ad alleanza PD e M5S noi vogliamo referendum iscritti #senzadime".  Insomma distinti e distanti dal Movimento 5 Stelle. 

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