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Elezioni, Mazzoni (Liberi e Uguali): "Il Pd guarda a Berlusconi, noi ai lavoratori e alla ricostruzione del centrosinistra"

L'intervista al candidato LeU alla Camera nel collegio Perugia-Trasimeno: "L'Umbria è in crisi, dobbiamo pensare a un nuovo modello di sviluppo"

Conto alla rovescia. Il 4 marzo scocca l’ora delle elezioni politiche. Andrea Mazzoni, il candidato alla Camera al collegio uninominale di Perugia-Trasimeno di Liberi e Uguali, non ha dubbi: “Il voto utile? E’ per Liberi e Uguali. Il 4 marzo chiediamo ai cittadini di darci la forza per poter ricostruire il centrosinistra diviso da Renzi. Noi vogliamo l’unità con il popolo della sinistra, non con pezzi di ceto politico. Il risultato delle lezioni ha delle ripercussioni in Umbria, a livello locale e a regionale. Più forte è Liberi e Uguali e più forte è la prospettiva di ricostruire il campo della sinistra”.


Perché l’Umbria, spiega Mazzoni, “versa in una crisi nera e a confermarlo sono i dati, non certo le nostre parole. Noi abbiamo sfruttato la campagna elettorale per aprire la questione Umbria. La classe dirigente regionale racconta a tutti noi un’Umbria che non esiste e quando si pone il problema del futuro dell’Umbria risponde, quando va bene, con un muro di gomma. Non sono stati colti i reali bisogni delle persone. La flebile crescita del nostro Paese e della nostra regione giova a una ristretta fascia di popolazione. Noi di Liberi e Uguali, invece pensiamo ai molti, non ai pochi”.

Quindi, citando qualcuno di sinistra, che fare?

“C’è da ripensare il modello di sviluppo, in tutte le sue componenti. La classe dirigente regionale non è stata capace di traguardare il futuro e affrontare la sfida del rinnovamento. In Umbria, ad oggi, ci sono 150 vertenze aperte e una classe dirigente regionale seria deve aprire una discussione sulla reindustrializzazione dell’Umbria, non sui licenziamenti di massa. Deve rispondere ai cittadini, non trincerarsi dietro al muro”. E ancora: “Ora abbiamo anche organi di informazione e direttori di giornale che dileggiano i lavoratori e i sindacati della Perugina. Questo non è ammissibile”.

E allora cosa farà Liberi e Uguali per rilanciare l’Umbria e la sua economia?

“Dobbiamo pensare un nuovo modello di sviluppo sostenibile, che concili crescita, occupazione e attenzione all’ambiente e alle nuove generazioni. Ricostruire il tessuto produttivo, a partire da quello edile e manifatturiero, con un coinvolgimento dei corpi intermedi, dei sindacati e delle associazioni di categoria”.
 

Qualche esempio?


“L’edilizia dell’Umbria poteva essere rilanciata con la ricostruzione post terremoto e il modello virtuoso come quello del 1997. E invece la Regione Umbria è rimasta supina verso la centralizzazione romana e adesso centinaia di cittadini sono senza risposte e in gravissima difficoltà. E poi c’è la questione del rilancio del turismo, a cui daremo grande attenzione, con le filiere dei nostri meravigliosi paesaggi, dei beni storico-artistici della nostra regione e le eccellenze enogastronomiche. Ma la promozione dell’Umbria va fatta da un unico soggetto, con una strategia univoca, senza balcanizzazione in tante, piccole realtà territoriali. E poi c’è il tema centrale delle infrastrutture, compreso l’aeroporto. Il Frecciarossa è certamente un passo avanti verso l’uscita dall’isolamento, ma attenzione: treni, aerei, strade nuove servono a far arrivare turismo, imprese, investitori in Umbria, non per andare in vacanza a Francoforte o Barcellona. C’è in gioco il futuro della nostra regione”.

E Perugia?

“Perugia è in mano a una amministrazione senza risposte ai problemi complessi della città. Dopo aver fatto propaganda e cavalcando la protesta sono arrivati a guidare il Comune. Ma alla fine non bastano sorrisi ed eleganza, serve la capacità di assumersi le proprie responsabilità. Basta guardare la città: aumenta il divario tra il centro e la grande Perugia senza più servizi, non ci sono né politiche culturali per il centro storico né una visione di quello che si vuole fare. La giunta Romizi si è focalizzata sul centro, non ottenendo nulla se non la deregulation del traffico. La differenza tanto annunciata è che l’amministrazione non ci mette la faccia e i cittadini non sanno chi li governa. L’unica vera novità è una carnevalata da piccolo borgo, mentre aumentano i centri commerciali e il consumo di suolo”.

E per il territorio del Trasimeno?

“C’è bisogno del raddoppio del binario e della valorizzazione del paesaggio e dei prodotti di quella zona, una perla dell’Umbria. Fra poco ci troveremo di fronte alla crisi di Coop Centro Italia e del Centro Direzionale di Castiglione del Lago. Noi abbiamo incontrato i lavoratori, il Pd il management. Tanto per capire chi sta con chi. Inoltre chiediamo a gran voce il rispetto della sentenza del Tar per la riapertura del Pronto Soccorso di Città della Pieve”.

Anche il Pd però parla di voto utile.

“Il voto utile, in un sistema proporzionale, è un ricatto antidemocratico. Poi non si capisce cosa significhi utile. Utile a fare un governo con Berlusconi? I nostri voti rimangono nel campo del centrosinistra, mentre il Pd guarda altrove. Sono intrappolati in questo avvitamento ombelicale. L’atteggiamento padronale di Renzi, specie nella stesura delle liste elettorali, va a ledere la dignità di una intera comunità. Il segretario regionale del Pd Leonelli, invece che difendere quella comunità, baratta il suo silenzio per una candidatura”.

E voi?

“Liberi e Uguali non ci sta a una dimensione tutta personale della politica, dove vige il carrierismo esagerato e il carro giusto da trovare per arrivare chissà dove. Noi vogliamo ridare una casa a quei milioni di elettori che in questi anni sono stati traditi. Più è forte Liberi e Uguali e più è forte la ricostruzione del centrosinistra. In Italia, a Perugia e anche in Umbria. Siamo qui per rifare la sinistra di governo. Liberi e Uguali è nata per cambiare rotta e per far rialzare la testa a chi, fuori e dentro, vuole riprendere la strada. Non è certo con questa classe dirigente, nazionale e regionale, che si può rilanciare una storia e costruire un futuro”.

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