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Dpcm, Squarta boccia il blocco degli spostamenti tra comuni: "Non ha senso: l'Italia dei comuni non è tutta uguale"

"Se un figlio vive a Bastia Umbra non potrà raggiungere i fratelli o gli anziani genitori ad Assisi. Siamo al paradosso"

Un Natale e Capodanno non solo poveri e "spaventati" a causa del Covid, ma anche solitario, lontano dagli amici ma anche dai famosi affetti stabili e anche dai nonni. Tutto questo per via della decisione, in chiave anticontagio, del Governo Conte di vietare gli spostamenti nei comuni, anche per le zone gialle, nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno. In più c'è anche l'ostacolo psicologico delle raccomandazioni ripetute a mantra dal Presidente Conte su chi ospitare e quanti ospitarne in casa per le feste.

Le critiche sono aspre e come sempre il Paese è diviso in due popoli (a favore e contro): tra chi boccia il Dpcm di Natale c'è il presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Marco Squarta, che considera sbagliatissimo e senza una logica vietare gli spostamenti fra Comuni nei tre giorni di festa delle vacanze natalizie. Squarta, come tanti oppositori, puntano sul fatto che il Governo non tiene conto delle realtà demografiche e morfologiche dei territori italiani. “Siamo al paradosso" spiega il presidente "Se un figlio vive a Bastia Umbra non potrà raggiungere i fratelli o gli anziani genitori ad Assisi per il pranzo del 25 e neppure a Santo Stefano”.

“L’Esecutivo nazionale avrebbe dovuto tener conto della morfologia territoriale delle varie regioni prima di incidere in maniera così dura contro gli italiani. Mancano pochi giorni ormai alle festività natalizie e la gente sta affrontando da mesi straordinarie difficoltà, economiche, ma anche emotive. Per tutta risposta una norma che non tiene conto di tanti, troppi aspetti, impedisce di spostarsi tra Comuni anche limitrofi nei giorni di festa per raggiungere l’abitazione di un parente stretto al quale tenere un po’ di compagnia e tentare di incoraggiare in questo freddo Natale”.

Squarta porta l’esempio della città di Roma: “Sappiamo quanto è grande la capitale. Come può essere consentito a due familiari che abitano a Montesacro e all’Eur, ossia ai poli opposti della più grande metropoli d’Italia, di trascorrere insieme le festività, e negato allo stesso tempo a chi abita nei comuni confinanti di Assisi e Bastia Umbra di trascorrere  insieme i giorni di festa con la propria famiglia, compreso il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno? Non mi sembra troppo logico".

Si sottovaluta, con certe decisioni, anche gli aspetti psicologici di un Natale già pieno di incertezze e peggio ancora senza tutta la famiglia. “Tutto ciò - ha concluso Squarta - inciderà in maniera negativa su tutte le persone, soprattutto anziane, costrette a rimanere completamente sole nei giorni di festa soltanto a causa di una suddivisione territoriale che non tiene conto di tanti, troppi aspetti”.

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