Martedì, 28 Settembre 2021
Politica

Dissesto idrogeologico, l'Umbria contro il Governo: "Stanziano miliardi e a noi solo briciole, ridicolo"

All'Umbria poco meno di 4 milioni di euro, l'ira della presidente Marini

Nuovo fronte di scontro tra il Governo Lega-5Stelle e l'Umbria. E stavolta la trincea è quella dei fondi per il dissesto idrogeologico. Dei miliardi messi sul piatto dei finanziamenti, all'Umbria spetterebbero 'solo' quattro milioni di euro. E la presidente regionale Catiuscia Marini va alla carica: “Ho appreso con stupore i dati appena annunciati dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte relativi al piano nazionale di dissesto idrogeologico".

E allora, numeri: "Su un totale di oltre tre miliardi di risorse - spiega la presidente Marini - , all’Umbria, colpita da gravi problematiche di dissesto idrogeologico, con l’intero territorio regionale (100%) esposto al dissesto idrogeologico come risulta dalla mappa dei rischi presentata dallo stesso Governo, con il territorio attraversato interamente dal fiume Tevere e sottoposto ad evidenti rischi idraulici per le problematiche da regolare sulla città di Roma, con oltre 40 comuni su 92 interessati da fenomeni di frana nel solo 2018, e soprattutto con il rischio sismico presente sulla fascia appenninica e su gran parte del territorio regionale, che espone l’Umbria ad evidenti impatti di dissesto,  è stata assegnata la “ridicola” cifra di circa novecento mila euro per il 2019 e di appena tre milioni di euro per l’intero triennio 2019/2021 – per chi se ne intende di opere pubbliche è come dire “0” - ; risorse che non sarebbero sufficienti neanche a gestire la più piccola delle problematiche di dissesto presenti nella regione". In sintesi: briciole.

E ancora, con lo scontro politico che si accende (di nuovo): "Sorprende quindi un piano di cui sono incomprensibili i criteri tecnici di riparto – sottolinea la presidente Marini - che dovrebbero tener conto appunto di tutte le problematiche presenti nei territori delle singole regioni, garantendo parità di accesso, imparzialità ed equità. A me appare evidente che l’unico criterio che guida questo riparto è la “discrezionalità politica” che danneggia pesantemente alcune regioni italiane, tra cui l’Umbria, e ne premia altre. Annunciamo sin da ora il parere contrario della Regione Umbria al piano in discussione alla Conferenza Stato-Regioni. Voglio augurarmi – conclude la presidente - che il Governo rispetti la parità costituzionale di tutti i cittadini italiani e di tutti i territori, compresi quelli dell’Umbria".

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