Dimissioni Marini, il giorno della fine della legislatura: ratifica in consiglio regionale

Oggi è il giorno della ratifica delle dimissioni di Catiuscia Marini da presidente della Regione Umbria. E il via libera alle elezioni regionali anticipate, probabilmente in autunno insieme a Emilia Romagna e Calabria

La fine? Oggi è il giorno della ratifica delle dimissioni di Catiuscia Marini da presidente della Regione Umbria. E il via libera alle elezioni regionali anticipate, probabilmente in autunno insieme a Emilia Romagna e Calabria. 

A Palazzo Cesaroni, sede del consiglio regionale, ci sono due atti all'ordine del giorno dell'assemblea convocata dalla presidente Porzi: "le dimissioni dalla carica di presidente della Giunta regionale (ai sensi dell’articolo 64 dello Statuto) e l’atto numero 2066 bis, concernente disposizioni per la rideterminazione degli assegni vitalizi in attuazione dell'articolo 1, commi 965, 966 e 967, della legge “145/2018” (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021)". 

Il 20 maggio, dopo giorni alla nitroglicerina, Catiuscia Marini ha confermato le dimissioni con una 'pec' alla Porzi. Marini, nella missiva alla Porzi, parla di “percorso dettato esclusivamente da ragioni istituzionali, di correttezza e di rispetto per tutti i componenti dell’Assemblea, sia di maggioranza, sia di opposizione, e non certo da ragioni personali”. La lettera si conclude con i ringraziamenti: alla Presidente dell’Assemblea legislativa “per la collaborazione istituzionale di questi anni, al servizio delle istituzioni e della comunità regionale”; ai componenti dell’Assemblea legislativa e al personale di Giunta e Consiglio “che in questi 9 anni mi ha supportato con competenza, rigore e professionalità nello svolgimento del mio complesso mandato istituzionale”. Il tutto dopo il 18 maggio, il giorno dell'autovoto in consiglio regionale che ha approvato la 'mozione di fiducia' per la Marini. Poi il parapiglia interno ed esterno al Pd e la riconferma delle dimissioni. Una lunga crisi iniziata con l'inchiesta sanità che ha travolto Regione e Partito Democratico. 

Oggi l'ultimo atto, dopo la tornata delle europee e delle amministrative: la formalizzazione delle dimissioni. E poi tutto in mano (è già così) al vicepresidente Paparelli per 'l'ordinaria amministrazione' e la convocazione di nuove elezioni regionali. 

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