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Altra scossa di terremoto in Giunta Regionale, Barberini si dimette: "Potere arrogante"

Dopo 24 ore di riflessioni e dopo non essere stato consultato, a suo dire, sulle nomine alla sanità e su quelle dei direttori generali della Regione, Barberini sbatte la porta. Il Pd spaccato in due. Ora si attendono le mosse della Presidente Marini

"Poco fa ho firmato la lettera delle dimissioni da assessore regionale a sanità, coesione sociale e welfare, con effetto immediato": era nell'aria dopo le nomine sulla sanità e sui direttori sanitari che hanno spaccato in due il Pd, fatto saltare il consiglio regionale di ieri, diviso i filo Presidente Marini dal gruppo (5 componenti) dei fedelissimo del sottosegretario Gianpiero Bocci.

Luca Barberini, assessore alla sanità e al welfare, si dimette e torna sui banchi del consiglio regionale. Il terremoto nel centrosinistra è ormai servito. E' una crisi vera, forte e che rischia di far saltare il banco se non si trova un accordo tra le due parti. Scrive Barberini: "Ho incontrato tanta passione, tante risorse e tante persone con la voglia di costruire tutti insieme qualcosa di diverso che ponesse fine alle vecchie abitudini e portasse l'Umbria sulla strada del cambiamento, con una nuova politica, nuovi strumenti, nuovi principi, etica e valori. Purtroppo non è stata interpretata la necessità di cambiare per migliorare la cose".

Poi l'affondo alla Marini, alle sue nomine e alle sue scelte di governo per l'Umbria: "Non può essere considerato un cambiamento, ad esempio, la volontà di trasferire una persona (della quale non metto in dubbio le qualità), che dagli anni Novanta esercita funzioni apicali nel complesso mondo della sanità, al governo e all'indirizzo di tutto, sopra gli stessi direttori generali assegnandogli la funzione di direttore regionale dell’intera area della sanità, del welfare e di tutto il personale. Non penso avere bisogno di cani da guardia.  E' venuto meno un rapporto di reciproca fiducia e lealtà all'interno della Giunta. Non si possono fare scelte così importanti, come quelle dei direttori generali, senza ascoltare l'assessore delegato in materia sulle esigenze espresse dalla comunità: ricadono troppo direttamente sulla vita dei cittadini. Su sanità e sociale non possiamo più vivere di ricordi e risultati conseguiti nel passato, serve un cambio di passo".

Barberini va già duro e parla di una politica arrogante, conservatrice che non porta da nessuna parte: "Ritengo che le prese di posizioni arroganti, sia nella politica che nella vita, non paghino. La battaglia per il cambiamento e l’innovazione, la spinta propulsiva che ho cercato di portare interpretando la voce e i bisogni della comunità umbra, proseguiranno in altri ruoli con rinnovato vigore. Vedremo in Consiglio regionale chi avrà davvero voglia di reggere le importanti sfide che avremo davanti nei prossimi mesi".

L'ex assessore però non molla la politica ed è pronto a dar battaglia in consiglio regionale contro le scelte conservatrici e le spartizioni clientelari: "Continuerò a garantire il mio impegno a servizio degli umbri. In un mondo dove tutti si distinguono per restare sempre incollati alla “poltrona”, con questa mia decisione voglio anche dimostrare che questa non è tutto e che gli interessi generali della comunità, i principi e gli ideali vengono prima di tutto il resto".

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