Incompiuta da 40 anni, sopralluogo alla Diga del Chiascio: lavori ok, spunta una data per il fine lavori

Il presidente della commissione Agricoltura, Gallinella, in visita alla Diga del Chiascio: “Opera strategica per sistema irriguo ed idrico dell’Umbria”

Nuovo sopralluogo alla grande incompiuta dell'Umbria: ovvero la Diga del Chiascio tra Valfabbrica e il territorio del comune di Gubbio. Dopo mille problemi, dopo rinvii infiniti, qualcosa si sta muovendo per il complesso lavoro di stabilizzazione e messa in sicurezza dell'invaso. In prima fila, insieme ai sindaci di Gubbio e Valfabbrica, il presidente della commissione Agricoltura della Camera, Filippo Gallinella:  "La conclusione dei lavori è prevista entro il 2019, per un importo complessivo di 43 milioni di euro, già finanziati dal ministero delle Politiche Agricole. L’auspicio – conclude Gallinella – è che il completamento degli interventi all’invaso proseguano a passo spedito e si arrivi presto a poter usufruire di questa preziosa ‘banca dell’acqua’, indispensabile per le aziende agricole, sia in termini di certezza e continuità della disponibilità della risorsa idrica, sia per il territorio in generale, in termini di risanamento ambientale e di fruibilità naturalistica dei sistemi fluviali dell’area, che, in tal modo, resterebbero liberati dagli attingimenti”.

E dal sopralluogo spunta anche una data per il fine lavori: ultimi mesi del 2019, ma più realisticamente si ipotizza estate 2020. La Diga, è stata eretta in parte tra gli anni ’80 -’90, ma non è stata mai attivata. Il progetto iniziale è stato poi fortemente ridimensionato per i rischi connessi alla sismicità della zona rispetto alla portata massima di acqua in invaso, attestata ora intorno ai 50 milioni di metri cubi (inizialmente erano 200 milioni), quantità necessaria per dare garanzie di approvvigionamento idrico alle due reti che raggiungono da un lato Foligno e dall’altro Brufa. La conclusione dei lavori è prevista entro il 2019, per un importo complessivo di 43 milioni di euro, già finanziati dal ministero delle Politiche Agricole.

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"L’auspicio – conclude Gallinella – è che il completamento degli interventi all’invaso proseguano a passo spedito e si arrivi presto a poter usufruire di questa preziosa ‘banca dell’acqua’, indispensabile per le aziende agricole, sia in termini di certezza e continuità della disponibilità della risorsa idrica, sia per il territorio in generale, in termini di risanamento ambientale e di fruibilità naturalistica dei sistemi fluviali dell’area, che, in tal modo, resterebbero liberati dagli attingimenti”.

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