De Luca (M5s) in pressing sulla giunta Tesei: "Test sierologici regolari e gratuiti per le categorie a rischio"

Coronavirus, il capogruppo pentastellato incalza l'esecutivo regionale: "Sbagliato far pagare chi già si è messo al servizio della comunità senza chiedere un euro in cambio"

Mentre il Ministero della Salute e l'Istat si preparano a selezionare un campione di 150mila italiani per attuare un'indagine sierologica su Covid-19 (da lunedì prossimo, 18 maggio, inizieranno le chiamate da parte di volontari e operatori della Croce Rossa attivi su base regionale), proprio sul tema dei test sierologici si accende il dibattito politico in Umbria. Ad andare in pressing sulla giunta presieduta dalla 'governatrice' Donatella Tesei è Thomas De Luca, capogruppo del Movimento 5 stelle chiede controlli regolari e gratuiti per quelle categorie a rischio da individuare con un apposito protocollo, in modo da non 'costringerli' ad affettuarli a pagamento nei laboratori provati.

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"Un modo per non far ricadere ulteriori spese in carico a chi già si è messo al servizio della comunità senza chiedere un euro in cambio" spiega il consigliere pentastellato, secondo cui in Umbria manca un "piano di monitoraggio reale" della pandemia. Il riferimento è non solo al personale medico e sanitario, ma anche ai volontari della Protezione civile, volontari del soccorso sanitario in emergenza che spesso operano nelle strutture di Pronto soccorso o del 118, forze dell'ordine, vigili del fuoco, operatori dei supermercati. Il capogruppo pentastellato vorrebbe anche che si prendesse in considerazione, “come stanno già facendo Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia”, l'ipotesi di prevedere anche il ricorso alla prescrizione del medico di famiglia per accedere al tampone o al test sierologico, con l’esenzione da ticket, inserendo uno specifico codice.

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“Sono passati mesi, "Era la fine di marzo  - ricorda De Luca - quando fu annunciato uno screening su tutti i soggetti maggiormente esposti che sono stati o possono essere stati a contatto con casi di probabile Covid19. Mentre con gli operatori sanitari, anche se con enorme ritardo, sono cominciati i controlli, altre categorie fortemente esposte vengono totalmente ignorate. Da quanto ci risulta, reiterate richieste di effettuare test e tamponi su queste determinate categorie sarebbero giunte alle Asl di competenza che non avrebbero mai risposto. Se è vero che la fase 2 di questa emergenza debba essere effettuata sulla base delle ormai famose 3T, Testare, Tracciare, Trattare, non ci sembra questo un buon inizio”.

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