Coronavirus, stato d'emergenza: dal Senato ok alla proroga. Conte: "Il virus circola ancora"

Sì alla risoluzione di maggioranza per spostare il termine al 15 ottobre ma con un 'freno' ai dpcm, senza election day nelle scuole e con la ripresa delle lezioni in aula a settembre. Le opposizioni protestano, il premier replica: "Chiedete alle Regioni"

Si accende lo scontro politico in Senato dove oggi, dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte l'aula ha approvato la risoluzione di maggioranza (157 voti favorevoli e 125 contrari) che prevede la proroga dello stato di emergenza legato alla pandemia di coronavirus (in scadenza venerdì 31 luglio) fino al prossimo 15 ottobre, eliminando però la possibilità di introdurre nuove restrizioni tramite dpcm (serviranno dei decreti legge) e impegnagno il governo a non svolgere l’election day (la tornata elettorale e referendaria dei prossimi 20-21 settembre) nelle scuole, oltre che a garantire la ripresa delle lezioni in aula a settembre. La risoluzione arriverà ora sul tavolo di un nuovo Consiglio dei ministri che già domani (mercoledì 29 luglio) potrebbe ratificare la decisione.

VIDEO Il discorso del premier Conte al Senato

"La proroga serve per avere efficacia e tempestività, il virus circola ancora. Lo stato d'emergenza è previsto da una norma di rango primario, il codice della protezione civile", afferma il presidente del consiglio aggiungendo che "ci consente di attuare una serie di misure operative e funzionali a garantire piena assistenza e protezione a tante persone colpite". Tra queste misure "ci sono interventi che riguardano il capo della protezione e il commissario straordinario, che ci consentono di completare il potenziamento delle strutture ospedaliere: lasciare a metà quest'opera sarebbe sconveniente e controindicato".

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Conte aggiunge poi che la proroga consentirebbe all'esecutivo di "perseguire il piano di sicurezza delle scuole e finanche di perseguire con efficacia un piano di sorveglianza sanitaria dei migranti", oltre che a consentire "il ripristino pieno delle attività di amministrazione della giustizia, che abbiamo dovuto sospendere per le ovvie ragioni". Argomenti che non vincono le opposizioni: Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, parla di "deriva liberticida" mentre il numero uno della Lega Matteo Salvini cita il costituzionalista Sabino Cassese:  "Se non c'è uno stato di emergenza non si può dichiarare uno stato di emergenza". Accuse a cui il premier replica cosi: "Vi sfido a interrogare i presidenti di Regione e confrontarvi con loro: vediamo se sono disponibili a dismettere queste misure di protezione".

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