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Coronavirus, scuole. Fioroni: "Rinviare l'apertura di 15 giorni"

L'assessore regionale: "Basterebbe solo un po' di buon senso. Aspettare almeno quindici giorni per capire l’andamento dei contagi derivanti dalle festività"

"Ovviamente, un’opinione personale", postata su Facebook dall'assessore regionale allo Sviluppo economico dell'Umbria Michele Fioroni. Il punto è: rinviare l'apertura delle scuole di 15 giorni. "Certo - scrive Fioroni - , viste le mie deleghe, la tenuta del sistema economico è per me prioritaria, come quella della salute, che è la missione principale di ciascun governante".

Ecco la spiegazione dell'assessore: "Salute, formazione ed economia - scrive Fioroni - , in un epoca di pandemia, non possono essere sostenute allo stesso modo. Chi governa è costretto a fare delle scelte. Salvare vite umane rappresenta ovviamente la priorità e per fare questo i governanti si trovano di fronte alla difficile scelta su quali leve intervenire per evitare che il sistema sanitario possa andare in default. La tecnologia ha offerto grandi opportunità in questa durissima stagione per l’umanità".

Per Fioroni "questi mesi durissimi ci hanno dimostrato come il digitale sia in grado di consentire in maniera efficace la didattica a distanza, con un libero accesso alle tecnologie anche alle fasce più deboli della popolazione. Certo, tutto al netto di relazioni sociali e rapporti umani. I giovani hanno pagato un prezzo elevato più sul piano relazionale che su quello dell’apprendimento ma, la didattica online ha funzionato".

Sul lato dell’economia, invece, "è evidente che le chiusure abbiano avuto un effetto devastante su alcuni settori, come ristorazione, bar e commercio. Qualcuno potrebbe obiettare che anche attività come lo shopping possano essere effettuate a distanza. E’ innegabile che spinto, dalla pandemia, l’e-commerce sia stato il protagonista assoluto del 2020, con una crescita a valore, secondo le rilevazioni di IRI del 111% per il 2020 e dell’80% per il 2021(Fonte Iri). Peccato però che l’e-commerce determini un effetto sostituzione rispetto al commercio locale. Per quanto è innegabile che alla base della crisi del commercio tradizionale ci fossero molteplici fattori ancor prima della pandemia, il Covid ha accelerato questo processo e le chiusure forzate, hanno favorito lo spostamento di alcune tipologie di acquisti su l’online tutto a detrazione degli operatori locali. Le chiusure hanno determinato non già uno dilazione dell’acquisto quanto, in molti casi, la sua effettuazione su un diverso canale".

E ancora: "Altri ancora potrebbero obiettare che comunque, anche la ristorazione, tramite piattaforme di delivery o la crescita del Food Delivery organizzato in autonomia dai ristoratori sia stata in grado di dare comunque una continuità operativa. Briciole, rispetto alla perdita drammatica di questi settori il cui prezzo sociale pagheremo tutti in termini di debito pro capite per le generazioni future, sia nella capacità del sistema economico di sostenere quello sociale. Tante saranno ahimè le chiusure e nuove sacche di povertà rischiano di manifestarsi. Settori per cui i sussidi, tardivi e non sempre sufficienti non saranno in grado di garantire la sopravvivenza di tanti, troppi operatori".

Per Fioroni "E’ il momento delle scelte e forse, almeno per questa volta, sarebbe auspicabile che il Governo valuti con attenzione l’opportunità della riapertura in presenza il 7 gennaio, un’orizzonte temporale troppo ristretto, che non consentirebbe nemmeno di valutare eventuali effetti di contagio dovuti alle festività, nonostante le chiusure previste".

Per l'assessore regionale "Basterebbe solo un po' di buon senso. Aspettare almeno quindici giorni per capire l’andamento dei contagi derivanti dalle festività, magari ipotizzando di terminare il primo quadrimestre in DAD, il che avrebbe un senso rendendo omogeneo didattica e valutazione per questo periodo, salvo poi effettuare, covid permettendo, l’intero secondo semestre in presenza. Ridurre il problema dei contagi al solo settore dei trasporti è un errore, ignorando del tutto alcune dinamiche nei flussi degli studenti da casa a scuola e da scuola a casa".

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