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Coronavirus, i sindacati contro l'ordinanza della Tesei: "La scuola non può essere il capro espiatorio"

Presidio in piazza Italia promosso da Priorità alla scuola e Rete degli Studenti Medi di Perugia, al quale ha aderito anche la Flc Cgil dell’Umbria

Sindacati contro l'ordinanza della presidente Donatella Tesei che dimezza le lezioni in presenza alle superiori per arginare la seconda ondata del coronavirus in Umbria. Per Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda "le scuole, a partire da marzo e per tutto il periodo estivo, hanno costantemente lavorato per garantire la riapertura in sicurezza. Gli istituti scolastici rappresentano oggi un luogo in cui il percorsi di istruzione ed il processo educativo si svolgono nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza previsti dalle normative vigenti".

Secondo le 5 sigle, "gli interventi proposti a livello nazionale e regionale agiscono su un'organizzazione della didattica in cui già si prevede il ricorso alla DID (didattica integrata digitale) e su soluzioni di flessibilità oraria già attuati in autonomia".

E ancora: "La scuola – insistono i sindacati - non può diventare il capro espiatorio della mancata lungimiranza delle istituzioni e degli enti locali che avrebbero dovuto adottare a suo tempo provvedimenti nel campo dei trasporti e di vigilanza sugli assembramenti e non aspettare l'acuirsi della pandemia per ricorrere a soluzioni che nullificano il lavoro ed i sacrifici fatti dalle scuole".

Le organizzazioni sindacali considerano “inefficace e, anzi, possibile motivo di disorganizzazione, lo slittamento alle ore 9,00 dell'apertura degli istituti del secondo grado", mentre ritengono “opportuna anche se tardiva” la riduzione dell'indice di capienza degli autobus scolastici al 60%. Le sigle di lavoratrici e lavoratori della scuola chiedono inoltre "vigilanza agli ingressi alle entrate ed uscite dalle scuole con interventi di personale individuato dei comuni e dalla protezione civile".

Ma non basta: "Restano aperti  - sottolineano - i problemi degli alunni portatori di handicap, che nel ricorso alla DID saranno ulteriormente penalizzati e per cui si auspica dai Comuni, quando non è possibile la presenza a scuola degli alunni stessi, l'attivazione di assistenti ad personam. Si auspica, inoltre, un confronto con l'assessore alla Sanità per lo snellimento e la velocizzazione delle procedure di individuazione dei positivi al Covid-19".

Gli interventi, "che in un momento di peggioramento della pandemia risultano inevitabili – concludono Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda - non ci esimono dal riaffermare che il compito d'istruzione ed educazione della scuola si esercita all'interno della comunità e la comunità nella sua presenza concreta rende efficace il lavoro dei dirigenti scolastici, dei docenti e del personale tutto che si prende cura dei bambini, adolescenti e giovani loro affidati. E' solo nel processo didattico ed educativo in presenza che si realizza il pieno diritto allo studio, come previsto dalla Costituzione".

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