Coronavirus | La Tesei a tutto campo: contagi, task-force economica, gli incontri con le banche, gli aiuti di Stato

La Governatrice a tutto campo nel corso nella trasmissione i Dialoghi della Speranza di Matteo Grandi

Il giorno di Pasqua, la Presidente Donatella Tesei, è stata ospite della trasmissione facebook "I Dialoghi della Speranza" del giornalista-scrittore Matteo Grandi per parlare soprattutto della programmazione della tanto agognata e sperata "Fase 2" ovvero la ripartenza graduale verso un ritorno alla normalità dopo la devastante emergenza sia sanitaria che economica (e quest'ultima rischia di essere molto più pesante e molto più lunga). 

L'UMBRIA STA REGGENDO SUL FRONTE DEI CONTAGI - La Presidente Tesei: "I dati di quest'ultima settimana per l'Umbria sono certamente incoraggianti. C'è chi dice che siamo stati aiutati da uno storico nemico del nostri territori, ovvero quell'isolamento viario, che rappresenta da sempre un limite da abbattere. E' complesso fare un analisi. Ma certamente dobbiamo riconoscerci una capacità di risposta molto efficace e tempestiva; gli umbri tra l'altro sono stati molto seri e rispettosi molto delle norme. E in più abbiamo ascoltato e potenziato la task-force sanitaria e di controlli sul territorio. Abbiamo aumentato i posti letto in terapia intensiva, ma soprattutto siamo stati in grado di isolare migliaia di cittadini, ora fuori pericolo perchè guariti o perchè negativi, conun lavoro certosino. Il nostro obiettivo era quello di gravare sugli ospedali esclusivamente per i casi più gravi. Creato ospedali esclusivamente Covid. Riorganizzato in tempi strettissimi la nostra sanità per dare risposte immediate ai cittadini-pazienti. Siamo riusciti grazie ad un nostro progetto e il contributo di Banca d'Italia di acquisire uno ospedale da campo, montabile in 24 ore, completamente autonomo, in grado di aiutare in tutte le emergenze presenti e future. Io spero di non utilizzarlo per il coronavirus, ma siamo pronti. Grazie al nostro comitato scientifico, dopo aver stilato dei protocolli chiari, siamo pronti a portare in tutti i territori dell'Umbria le cure sperimentali direttamente a domicilio. 

LA FASE 2 TRA SICUREZZA E RIPARTENZE - I dati, dicevamo, ci confortano e quindi stiamo ragionando sulla ripartenza ma con grande prudenza e massimo rispetto verso la salute di tutti. Dobbiamo assolutissimamente riattivare la nostra vita: riprire le fabbriche, i negozi, l'economia tutta e servizi seppur gradualmente per riprenderci il presente e per progettare il futuro".  Stiamo ragionando su quali aziende possono ripartire - a livello nazionale e regionale - attraverso protocolli stringenti dato che la salute dei lavoratori va messa al primo posto. Ne stiamo parlando, con un confronto importante, in sede di conferenza delle regioni d'italia. Ribadisco che ci sono differenze tra regione e regione, a livello di emergenza sanitaria, e questo deve essere un punto di partenza su una esigenza condivisa da tutti: ripartire. Dispositivi di protezione essenziali per tutti, parlo di mascherine, confermare il distanziamento tra lavoratori, e questo è certamente complicato e va studiato. Non possiamo permetterci che alcuni settori restino fermi perchè rischiano di chiudere a causa di altri competitor a livello internazionali che stanno continuando a lavorare. 

IL PROGETTO UMBRIA: CONDIVISO DA TUTTI - L'Umbria, se continua questo trend, potrebbe essere la prima ad essere liberata da questo incubo, coronavirus. Tuttavia lo dobbiamo fare con grande senso di responsabilità e gradualmente. Ma bisogna tenere conto del constesto nazionale e internazionale. La mia grande preoccupazione è il settore del turismo su come farlo ripartire. Il resto ho la speranza che si possa far uscire dal tunnel di questa dobbia emergenza. Lo dobbiamo e lo faremo ripartire. Noi come Umbria non aspetteremo a maggio per ragionale sulla fasde 2: la prossima settimana avrò un appuntamento importante con il comitato scientifico che ho costituito, al quale parteciperanno anche le categorie professionali. Per fissare quelle linee guide per ripartite. Un progetto umbro di rinascita con la partecipazione di tutti: dall'industria al sindacato, dal commercio e all'artigianato. Possiamo vincere soltanto lavorando di squadra. Noi abbiamo una regione magnifica e non possiamo rimanere indietro. 

AIUTI ECONOMICI DEL GOVERNO - "Le attuali scelte del Governo pagano un problema di base: non sono immediatamente fruibili per chi ne ha bisogno subito. E questo lo abbiamo constatato e verificato tutti. Invece ad oggi serve liquidità immediata e accesso al credito. E ad oggi non è ancora arrivato. Il primo provvedimento è solo di garanzie dello Stato e passa tutto per il sistema bancario. Un sistema bancario che, in diversi casi, seguirà - date le indicazioni attuali - le linee tradizionali dell'accesso al credito e questo, a mio giudizio, non è adeguato di fronte a questa drammatica emergenza. Perchè c'è il rischio che chi non ha certi paramentri, per via di sofferenze pregresse, resti fuori anche con le garanzie dello Stato. Per questo mi sto attivando con il sistema bancario presente nella nostra regione per fare il punto, con degli incontri immediati, chiedendo una maggiore flessibilità rispetto ai rigidi parametri per l'accesso al credito. 

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In Umbria non ci scordiamo che stiamo ancora pagando, i numeri parlano chiaro, una crisi economica che ha abbattuto il Pil negli ultimi 10 anni. Oltre a questo c'è l'emergenza del terremoto che non è di poco conto. Quindi tutto insieme è un bel macigno da affrontare. Ma sono convinto che ci sono modi e sistemi per poterli affrontare. Penso a delle strategie che devono essere assolutamente condivise con il nostro sistema bancario e con il Governo nazionale. Bisogna essere più flessibili e dare più spazio a quelle imprese che devono essere rilanciate e magari non hanno quei profili economici tradizionali richiesti per l'accesso al credito, lo ripeto , anche con le attuali garanzie dello Stato. Come Regione abbiamo già messo risorse: attivata la cassa integrazione e metteremo soldi nostri per settori strategici e piccole imprese da sostenere. E' totalmente inaccettabile quel contributo di 600 euro, una tantum, per gli autonomi che al momento non ci riescono neanche ad ottenere". 

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