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Ospedale di Pantalla, una raccolta fondi anti-Covid tra misteri e polemiche : "Due ventilatori non pervenuti, opacità inaccettabile"

Nel mirino del capogruppo regionale Bori l'iniziativa de ‘La Rosa dell’Umbria Odv’: "Quale il reale coinvolgimento del Comune di Todi? Porteremo la questione alla Commissione d'inchiesta sulla gestione del Covid"

“La beneficenza non può essere accompagnata da opacità ed è per questo che serve chiarezza sulla raccolta fondi promossa da ‘La Rosa dell’Umbria Odv’ per l’ospedale di Pantalla". Cosi Tommaso Bori, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, aveva annunciato alla vigilia l'interrogazione avvenuta durante il question time di oggi (martedì 26 ottobre). 

Illustrando l’atto in aula, Bori ha domandato “quale sia l'effettiva strumentazione donata all'USL Umbria 1. Le ragioni della mancanza dei 2 ventilatori che 'La Rosa dell'Umbria' si era impegnata ad acquistare e donare. Il reale coinvolgimento del Comune di Todi e del Centro Operativo Comunale di Todi nell'acquisto e nella donazione della strumentazione in favore della USL Umbria 1. Il Comune di Todi - ha spiegato il condigliere 'dem' - ha promosso la raccolta fondi sopracitata, il cui beneficiario della donazione risulta essere appunto ‘La Rosa dell'Umbria Odv’, associazione che riceve contributi diretti dal Comune anche tramite canali ufficiali, in particolare sul sito del Comune di Todi".

La raccolta fondi, "ha goduto di un grande appoggio da parte della popolazione di Todi e della Media Valle del Tevere ha aggiunto poi Bori -. Il 25 aprile 2020 il Comune ha pubblicato sul proprio sito l'esito parziale della raccolta fondi, evidenziando come si trattasse di un'iniziativa testualmente ‘promossa dall'Amministrazione comunale’, e comunicando il superamento della soglia di 150.000 euro raccolti, che sarebbero stati utilizzati per l'acquisto di: 1 eco doppler portatile con relativi accessori, per un totale di 17.080 euro, e di 5 ventilatori polmonari per un totale di 118.950 euro. La questione viene resa nota tramite comunicato stampa sul sito del Comune, poi insolitamente rimosso, con la pubblicazione della fattura certificante l'acquisto dei 5 ventilatori e l'attestazione del bonifico effettuato per l'acquisto dei ventilatori; la fattura, del 14 aprile 2020, certifica che l'acquisto era stato effettuato materialmente dalla ‘Rosa dell'Umbria’. Non è mai stata resa nota, pubblicamente, la cifra esatta dell'ammontare della raccolta fondi, che tutt'oggi risulterebbe ancora attiva. Emerge una prima chiara differenza tra la somma che è stata dichiarata all'esito, seppur parziale, della raccolta fondi e quella che effettivamente è stata spesa, di circa 14.000 euro. Restano tuttora non pervenuti i restanti 2 ventilatori polmonari, nonostante siano passati mesi dall’accettazione delle donazioni".

E ancora: "Mentre il Sindaco di Todi, il 26 agosto 2021, affermava essersi limitato esclusivamente a rilanciare la raccolta fondi sui canali social del Comune e che non sussistevano atti amministrativi ufficiali in merito a questa vicenda, la Sindaca di Marsciano a 'Il Messaggero - Umbria' del 25 agosto 2021, interessata alla vicenda visto che uno dei cinque ventilatori sopracitati era stato acquistato coi fondi del Comune di Marsciano e degli altri comuni della media valle del Tevere, affermava che ‘tutta la parte decisionale e operativa legata all'acquisto dei ventilatori e quindi quali acquistare, dove acquistarli, il fatto di prenderli usati e la congruità del costo è stata gestita dal Comune di Todi e dalla ‘Rosa dell'Umbria’ in totale autonomia e senza alcuna condivisione', aggiungendo poi che due ventilatori dei cinque acquistati e pagati non sono stati consegnati perché non funzionanti. Manca quindi trasparenza”. 

Agli interrogativi di Bori ha risposto Luca Coletto, assessore regionale alla Salute, spiegando che “la donazione di un ecodoppler è stata accettata e collaudata. A giugno 2020 sono stati accettati 5 ventilatori polmonari, 3 sono stati consegnati e collaudati. Gli altri 2 non sono stati consegnati. Questo è quanto ci è stato riferito dalla Usl Umbria 1. Noi non abbiamo facoltà di gestire e di intervenire, per avere altre informazioni bisognerà interpellare il Comune di Todi e l’associazione”. 

Una replica di cui il capogruppo Pd si è detto “non soddisfatto. Queste sono le stesse informazioni che avevamo all’inizio. La Asl ha accettato apparecchiature mai arrivate. 2 ventilatori sono scomparsi. Non è chiaro quanto denaro è stato raccolto, visto che l’iniziativa non è mai formalmente terminata. La Regione deve fare chiarezza, porteremo la questione alla Commissione di inchiesta sulla gestione del Covid”. 

E nel pomeriggio Bori è tornato sulla vicenda: "La risposta dell’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, non disvela le ombre sulla raccolta fondi e il loro utilizzo portato avanti dalla ‘Rosa dell’Umbria Odv’ e che ha visto coinvolto il Comune di Todi. Un fatto quanto mai allarmante, soprattutto perché riguarda l’ospedale e l'acquisto di apparecchiature che sarebbero fondamentali per le attività di cura. Riteniamo che un’opacità di questo tipo sia inaccettabile. Per questo è necessario che la Regione vada a scoperchiare qualsiasi tipo di problematica presente su questa attività. Una raccolta fondi mai formalmente chiusa, di cui non si conosce la quantità di denaro raccolto, oltre al tema della strumentazione acquistata usata e, in alcuni casi, mai arrivata. Servono approfondimenti, per verificare l’esistenza di qualsiasi violazione di legge”.

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