Domenica, 17 Ottobre 2021
Politica

Coronavirus ed economia dell'Umbria, il Pd all'attacco: "Tesei e Lega distaccati dalla realtà"

Il segretario Bori contro la presidente della Regione e il Carroccio: "Sottovalutano lo stato di salute dell’economia e mettono a rischio la programmazione dei fondi"

Coronavirus ed economia dell'Umbria, il Pd all'attaco. "Che si sia trattato di un macroscopico abbaglio o di un maldestro tentativo di propaganda elettorale, il commento della presidente Tesei sullo stato di salute dell’economia umbra, secondo cui si sarebbe 'sostanzialmente retto alla crisi mondiale generata dalla pandemia', è un errore, a mio giudizio, piuttosto grave". Parole del segretario regionale del Partito Democratico dell'Umbria, Tommaso Bori, dopo la relazioni della presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, in consiglio regionale.

Per Bori "E' un errore perché tende a sottovalutare una congiuntura che è tutto fuorché rassicurante e lo è sia che la presidente lo abbia fatto per pescare voti alle amministrative sia che lo abbia fatto per una madornale cantonata. In entrambi i casi perché ci troveremmo di fronte a una insufficiente capacità di leggere la realtà, figuriamoci di governarla secondo una prospettiva di consolidamento e sviluppo".

Secondo il segretario dem "non c’è da stare allegri se in epoca Covid il Pil dell’Umbria, secondo Svimez, cala meno della media italiana: in primo luogo perché il calo è fortissimo: -8,5%; quindi perché lo scostamento di 0,4% rispetto al dato italiano non è certo il segno di una solida controtendenza; infine perché le stime di crescita sono più basse di quelle nazionali e molto più basse di quelle delle aree più avanzate del Paese, per altro a fronte di un rischio di contrazione per mancanza di materie prime e di adeguati profili professionali. Calano i consumi, gli investimenti, i redditi disponibili. È forte la contrazione del valore aggiunto in agricoltura, industria e servizi. E sull’occupazione: vero è che in Umbria si è ridotta meno rispetto ad alcune altre regioni italiane, ma pur sempre a fronte di una forte difficoltà a contenere la disoccupazione, che continua a crescere a spese di donne e giovani. E le proiezioni di crescita dell’occupazione rimangono comunque al di sotto della media". 

I prossimi mesi e anni "saranno cruciali e si giocano partite decisive", conclude Bori: "Con il Pnrr e con i fondi strutturali la mole di risorse che saranno messe a terra in Umbria, come altrove, non avrà uguali per decenni a venire. Perché non si sprechi un’occasione storica è tempo di essere lucidi e severi nell’analisi, condizione essenziale perché si possano indicare con coerenza gli indirizzi di programmazione e sviluppo e costruire una nuova visione di futuro. Serve condividere con gli attori economici e sociali le strategie. Serve moltiplicare gli sforzi per invertire una tendenza: quella a una crescita più contenuta che nel resto delle regioni del Centro e del Centro Nord. Altrimenti sarà inesorabile lo scivolamento verso le aree meno sviluppate del Paese e meno dinamiche d'Europa".

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