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Umbria, la Lega sul Recovery Plan: "Inserire tra i progetti l'Airport Express"

Interrogazione dei consiglieri regionali Fioroni e Pastorelli: "Collegamenti rapidi per valorizzare lo scalo di Sant'Egidio che è assolutamente strategico per la ripresa dell’economia, del turismo e per la connettività del nostro territorio"

Un collegamento ferroviario espresso tra l'aeroporto di Sant'Egidio e le stazioni di Perugia e Foligno. È quello che chiede di insserire tra i progetti del Recovery Plan la leghista Paola Fioroni, vice presidente del Consiglio regionale umbro: "L'airport express serve per consentire un rapido collegamento tra l’aeroporto di Perugia e tutte le città d’Italia attraverso le dorsali adriatiche e tirreniche dei treni ad alta velocità" ha spiegato lei stessa annunciando una interrogazione sull’argomento, firmata anche dal capogruppo consiliare Stefano Pastorelli, “per conoscere dalla Giunta regionale le prospettive e i programmi per il rafforzamento ed il rilancio della società di gestione aeroportuale dell’aeroporto internazionale San Francesco d’Assisi; le linee strategiche e lo status del Piano Industriale; per promuovere la possibilità di prevedere tra i progetti del Recovery Plan un collegamento veloce ferroviario tra l’aeroporto e le stazioni di Perugia e Foligno”.

BRAND DA VALORIZZARE - Lo sviluppo sociale, turistico ed economico della nostra Regione "è necessariamente connesso - spiega il consigliere Fioroni - anche allo sviluppo del traffico aereo e per questo risulta strategica una politica di incentivazione della mobilità aerea per raggiungere obiettivi di coesione territoriale, economica e sociale, anche attraverso l’utilizzo efficace ed efficiente delle risorse pubbliche, adeguando la strategia promozionale del turismo regionale anche alla contingente situazione emergenziale. L’aeroporto è quindi assolutamente strategico per la ripresa dell’economia, del turismo e per la connettività della nostra Regione, anche ai fini della promozione e commercializzazione del Brand Umbria in un’ottica di ‘place branding’ che lo renda maggiormente visibile ed attrattivo a livello nazionale ed internazionale”. E ancora: “Viviamo un momento drammatico del sistema aeroportuale italiano, che ha chiuso il 2020 con soli 53 milioni di passeggeri contro i 193 milioni del 2019 riportando il settore indietro di 25 anni, ai livelli del 1995, con una perdita stimata da AssoAeroporti per il sistema degli aeroporti nel 2020 pari ad oltre un miliardo di euro che gli interventi economici, inseriti nella Legge di Bilancio 2021 nel fondo destinato alla compensazione dei danni subiti dai gestori aeroportuali, non potrà certamente compensare”.

FALLA DA COLMARE - Il Piano nazionale di ripresa e resilienza approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 12 gennaio "non prevede alcun progetto relativo agli aeroporti - sottolinea ancora Fioroni - rischiando di compromettere la realizzazione di investimenti e progetti di modernizzazione in questo settore, che si inserirebbero perfettamente nelle mission individuate nelle Linee Guida del PNRR. Le società di gestione aeroportuale, infatti, nella loro qualità di concessionarie dello Stato assicurano un servizio pubblico essenziale, pertanto, ogni investimento finalizzato allo sviluppo degli aeroporti è un intervento che contribuisce a migliorare e ad accrescere il sistema infrastrutturale del Paese, nel solco del rilancio e della transizione del nostro Paese verso un’economia più sostenibile dal punto di vista sociale, anche attraverso il miglioramento dell’accessibilità e allo sviluppo dell’intermodalità come, appunto, nel caso del progetto di un collegamento ferroviario espresso dell’aeroporto di Perugia con le linee della Tav. Abbiamo inoltre appreso a mezzo stampa - conclude la vice presidente Fioroni - che l’organo amministrativo di Sase, la società che gestisce l’aeroporto internazionale di Perugia, avrebbe presentato una bozza del nuovo piano industriale 2020-2024 in cui propone un rafforzamento della vocazione di scalo essenzialmente turistica ed in cui sarebbero richiesti ai soci investimenti molto significativi per ricapitalizzare la società, al fine di ripianare le ingenti perdite del 2020 causate dal Covid ed attivare nuove rotte nei mercati di riferimento, collegabili alle rotte aeree nazionali e internazionali per aumentare l’incoming”. 

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