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Coronavirus e vaccini, Carissimi (Lega): "Gli avvocati sono vittime, non carnefici"

Il consigliere regionale della Lega: "Involontario corto circuito, condito dall'esasperazione che ognuno di noi ha nei confronti di una situazione estremamente complicata in cui ci troviamo indifesi ed impreparati"

"Gli avvocati sono vittime e non carnefici. Nessuno della categoria ha mai neanche lontanamente pensato o voluto saltare la fila e nessuno si è permesso di accreditarsi privilegiato". Daniele Carissimi, consigliere regionale della Lega Umbria, interviene così sullo stop alle vaccinazioni per le categorie essenziali.

Per il consigliere regionale del Carroccio "il clamore mediatico, la disinformazione, le scelte nazionali sulla sospensione del vaccino Astrazeneca, l'indicazione del Commissario Covid Nazionale di non gettare alcun vaccino, l’azione sollecita del Commissario Regionale nel chiamare sostituti dopo aver verificato le disdette ai prenotati e la coincidenza di diversi fattori hanno generato un involontario corto circuito, il tutto condito dall'esasperazione che ognuno di noi ha nei confronti di una situazione estremamente complicata in cui ci troviamo indifesi ed impreparati".

E non è finita qui: "Da giorni divampa una polemica sui vaccini agli avvocati, come se fosse responsabilità di questi ultimi. La nota del Consiglio chiarisce giustamente che la categoria non ha mai rivendicato alcun privilegio nel chiedere l’inclusione nel piano vaccinale previsto per il comparto Giustizia, da cui soltanto gli avvocati erano rimasti esclusi".

E ancora: "Credo che quella degli avvocati, nonostante non possa essere la prima, debba essere riconosciuta svolgere una funzione pubblica prioritaria in tante occasioni e funzioni - continua Carissimi - Mi sono infatti fatto portavoce in prima persona per la categoria forense, come tuttavia per altre, per la pronta somministrazione del vaccino, in quanto gli avvocati sono quotidianamente esposti al rischio di contagio nell’espletamento delle loro funzioni a garanzia di prerogative costituzionali fondamentali come il diritto alla difesa, al pari dei cancellieri e dei magistrati. Questo dovrebbe bastare ai detrattori per non esporre gratuitamente la categoria nel novero dei privilegiati senza motivo e fare becera polemica nel classificare il diritto degli avvocati ad essere vaccinati prima o dopo le altre categorie, risolvendosi il tutto, a ben vedere, in un esercizio inutile, sterile ed inevitabilmente relativo".

Quanto alla sospensione dei vaccini agli avvocati decisa dal Commissario regionale per l’emergenza, Carissimi rassicura: “Come dichiarato anche dalla Presidente Tesei, non si è trattato di un dietrofront, ma di un adeguamento del piano regionale a quello nazionale, sollecitato dallo stesso Presidente del Consiglio Draghi. Sono sicuro che la Regione gestirà la vaccinazione in linea con le attese e che gli avvocati potranno, tutti, prenotare e ricevere il vaccino, come tutte le altre professioni della Giustizia e le altre categorie essenziali. Cerchiamo di aiutarci nella pazienza e nella difficoltà senza puntare il dito. Fare prigionieri non ci salva” conclude Carissimi.

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